| Anfibi | Articolo | ||||
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| 2. | Caratteristiche fisiche |
Con il loro corpo snello e la lunga coda, alcuni anfibi, come le salamandre, possono essere scambiati per sauri o altri rettili. Si tratta tuttavia di una somiglianza solo superficiale: esistono numerose differenze anatomiche che permettono di distinguere gli anfibi dai rettili; ad esempio, la pelle nuda e muscosa dei primi, in contrapposizione a quella squamosa e asciutta dei secondi.
| 1. | Anatomia esterna |
La cute degli anfibi ha una funzione fondamentale per garantire la loro sopravvivenza: in primo luogo li protegge dalla disidratazione, attraverso uno strato più esterno di cheratina; in secondo luogo contribuisce alla respirazione integrando la funzione svolta dai polmoni, che in generale, nelle specie che ne sono dotate, sono poco efficienti: essa è infatti ricca di vasi sanguigni ed è mantenuta umida da apposite ghiandole mucose, in modo da consentire gli scambi gassosi con l’ambiente. Inoltre, è ricca di ghiandole che secernono sostanze irritanti o velenose, utilizzate come deterrenti contro i predatori, e contiene cellule pigmentate che si espandono e si contraggono modificando la colorazione della pelle a scopo mimetico.
I denti e la lingua variano per forma da specie a specie e a volte possono essere del tutto assenti. In generale, i denti non hanno funzione masticatoria, ma di presa del cibo; la lingua, che in alcune specie di anuri è fissata al palato anteriormente e non posteriormente, è spesso estroflettibile e viene utilizzata per la cattura di piccole prede come gli insetti.
Spesso gli anfibi dei due sessi differiscono per dimensioni e per colore; inoltre i maschi possono presentare, in più rispetto alla femmina, sacche vocali, il primo dito ingrossato e la pelle rugosa.
| 2. | Anatomia interna e fisiologia |
Numerosi apparati (locomotore, digerente, nervoso) dell’anatomia degli anfibi sono simili a quelli dei vertebrati superiori. Lo scheletro è più robusto di quello dei pesci, da cui gli anfibi si sono evoluti, e quindi più adatto a sostenerne il corpo fuori dall’acqua. La muscolatura varia a seconda dei gruppi: negli urodeli, che in acqua si muovono con movimenti flessuosi del corpo, è piuttosto simile a quella dei pesci; negli anuri, invece, è tale da consentire i lunghi salti di cui sono capaci.
Gli apparati della respirazione variano a seconda delle specie e degli ambienti a cui queste sono adattate. Il caso più frequente è quello in cui lo stadio larvale, acquatico, è dotato di branchie e quello adulto di polmoni. In alcuni anfibi, tuttavia, le branchie vengono conservate anche allo stadio adulto, e in altri mancano completamente sia le branchie che i polmoni; in questi ultimi casi, gli scambi gassosi avvengono esclusivamente attraverso la cute. Il cervello degli anfibi è caratteristico, in quanto ha un cervelletto molto ridotto. Il cuore dell’adulto presenta due atri e un ventricolo; è quindi più evoluto di quello dei pesci, che è suddiviso in un solo atrio e un solo ventricolo. Vedi anche Apparato circolatorio (anatomia comparata).