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Ustione
1. Introduzione

Ustione Lesione della pelle e dei tessuti profondi causata dal calore e dal contatto con liquidi o solidi molto caldi, fiamme, oggetti irradianti, sostanze chimiche caustiche, elettricità o radiazioni nucleari. La pelle umana esposta a temperature di 49 °C risulta ustionata in circa 5 minuti. Si calcola che con l'applicazione di sistemi e misure di sicurezza adeguati, potrebbe essere prevenuto il 50% circa delle ustioni.

2. Tipi di ustione

La gravità di un'ustione dipende dalla sua profondità, dalla sua estensione e dall'età della vittima. A seconda della profondità, le ustioni possono essere di primo, secondo o terzo grado. Le ustioni di primo grado provocano arrossamento e dolore e vengono, ad esempio, causate da una scottatura da sole. Le ustioni di secondo grado, ad esempio dovute al contatto con un liquido bollente, sono caratterizzate da bolle piene di liquido sieroso. Le ustioni di terzo grado sono caratterizzate da necrosi (ossia dalla morte) delle cellule dell'epidermide e del derma; possono danneggiare anche i tessuti sottostanti. Di ustione di quarto grado si parla quando i tessuti sono carbonizzati.

L'estensione di un'ustione si esprime come percentuale di superficie cutanea totale interessata; un'ustione di primo grado molto estesa può essere più pericolosa di un'ustione di terzo grado circoscritta. Per ustioni di profondità e grado simili, i bambini al di sotto di un anno e gli adulti di oltre 40 anni presentano una mortalità superiore a quella delle persone fra i 2 e i 39 anni. In caso di incendio, se oltre a riportare ustioni la vittima inala anche fumo, le probabilità di sopravvivenza si riducono.

3. Sintomi

I sintomi delle ustioni di minore entità possono variare da una locale sensazione di dolore e di bruciore, come nel caso delle scottature da sole, al gonfiore e alla formazione di edemi con trasudamento di siero, nelle ustioni di secondo grado. Nel caso di ustioni molto estese, possono insorgere complicazioni di natura infettiva che insorgono perché l’individuo la cui pelle è lesionata risulta particolarmente esposto all’aggressione degli agenti esterni e di microrganismi patogeni. Attraverso la lesione si verifica, inoltre, la perdita di liquidi organici e sali minerali che può compromettere la funzionalità di organi vitali quali polmoni, cuore, fegato e reni.

4. Terapia

Le misure di pronto soccorso da adottare in caso di ustione variano a seconda della gravità della lesione, ma anche nei casi più lievi è comunque consigliabile rivolgersi a un medico e generalmente evitare i rimedi casalinghi. Sulle ustioni di primo grado può essere sufficiente fare scorrere acqua fredda corrente e applicare una crema antinfiammatoria; se, però, l'ustione è molto estesa può rendersi necessaria la profilassi antitetanica e una terapia antibiotica per prevenire le infezioni. Le ustioni di secondo grado richiedono l'intervento di un medico che, in genere, a seconda dell'estensione della superficie lesa, decide se disporre o meno il ricovero della vittima; inoltre, cerca di reintegrare i liquidi e i sali minerali perduti, facendole bere molta acqua. Le ustioni di terzo grado richiedono il ricovero immediato in ospedale e vengono in genere trattate nei reparti specializzati per grandi ustionati, dove è possibile eseguire interventi chirurgici tesi a evitare complicanze quali disidratazione, polmonite, insufficienza renale e infezioni. Spesso è necessario somministrare antidolorifici per via endovenosa, e supplementi proteici, per via orale o endovenosa, per fare fronte al notevole aumento del metabolismo, tipico di questi pazienti. Le estese cicatrici dovute alle ustioni profonde possono causare gravi problemi estetici e psicologici e limitare la mobilità articolare. Spesso, per ridurre gli effetti delle cicatrici, si ricorre alla chirurgia plastica.

Uno dei risultati più straordinari raggiunti dalla ricerca in questo campo è la possibilità di coltivare in vitro i tessuti epiteliali, anche a partire da un piccolo frammento di pelle, al fine di ricoprire le lesioni anche molto estese dei grandi ustionati. Inoltre, sono in corso studi tesi a migliorare il sostegno nutrizionale delle vittime di ustione (che, tra le altre cose, non sono più in grado di sintetizzare autonomamente la vitamina D, normalmente prodotta nella pelle), e la risposta immunitaria alle infezioni.