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| 3. | Insetticidi |
Gli insetticidi costituiscono la porzione minore del mercato mondiale dei pesticidi (circa il 28% del totale). Sono i più discussi, a causa degli effetti causati all’ambiente dai primi composti clororganici utilizzati, che nella maggior parte dei paesi sono oggi proibiti o sottoposti a severe forme di controllo.
Uno dei più noti, ormai quasi totalmente in disuso, è il DDT (diclorodifeniltricloroetano), ampiamente utilizzato negli anni Quaranta e Cinquanta del XX secolo contro svariati insetti patogeni e dannosi, e poi abbandonato a causa dei gravissimi danni ecologici causati. Il composto, infatti, assorbito dagli insetti a cui è destinato, contamina anche gli animali che si nutrono di insetti, e risale via via tutti i livelli trofici della rete alimentare, danneggiando numerose specie animali.
Altri pesticidi si comportano diversamente: ad esempio, quelli del gruppo degli esteri fosforici (parathion e malathion) si decompongono dopo un certo intervallo di tempo, impedendo che la loro tossicità si trasmetta a organismi diversi da quelli a cui erano destinati; lo svantaggio di questo tipo di composti è che, prima che si decompongano, sono altamente tossici, non solo per gli insetti, ma anche per l’uomo. Attualmente, gli strumenti più promettenti nella lotta antiparassitaria mirata agli insetti sono le nuove generazioni di biopesticidi.