Arte africana
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Arte africana
2. Artisti

Gli artisti erano innanzitutto artigiani che ricevevano la loro formazione all’interno della comunità, formazione più artistica che religiosa. In alcuni regni del passato, come quello del Benin in Nigeria, i giovani artisti vivevano a corte e la loro attività era regolata da organismi corporativi. In quello yoruba, le scuole artistiche si svilupparono a livello locale sulla base di botteghe familiari. La professione artistica fu spesso considerata ereditaria: tra i dogon e i bambara (o bamana) del Mali, ad esempio, gli scultori appartenevano tutti a un unico gruppo endogamo di fabbri e godevano di grande stima e rispetto al punto che veniva loro affidata la pratica della circoncisione. Anche il luogo di lavoro e i materiali utilizzati nel corso del processo creativo avevano una grande importanza, e spesso erano stabiliti da prescrizioni religiose. Le maschere venivano realizzate in luoghi nascosti, nel bosco sacro e all’interno di una grotta, simbolo del ventre materno, dove rimanevano custodite per essere esposte soltanto in occasione di cerimonie pubbliche o segrete.