| Buddhismo Mahayana | Articolo | ||||
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| 2. | Cenni storici e diffusione |
Pur considerata una delle “diciotto scuole” del buddhismo primitivo, questa corrente si discostò, qualche tempo prima dell’ascesa al trono di Aśoka, dalle posizioni rigide e tendenzialmente conservatrici della primitiva comunità: venne mitigata la disciplina monastica e si elaborò una visione metafisica del Buddha, entità trascendente che avrebbe assunto un’apparenza corporea come Buddha storico.
A partire dal II-III secolo d.C. ebbero origine diverse scuole mahayaniche, tra le quali quella Madhyamika (“Sentiero medio”, “Via di mezzo”), fondata da Nagarjuna. Fra le altre scuole, la Yogacara o Vijnanavada sorse in India nel IV secolo e, diffusasi in Cina due secoli dopo, in seguito passò anche in Giappone. La Avatamsaka (vedi Avatamsaka Sutra) nacque invece in Cina, per passare poi in Corea alla fine del VII secolo e in Giappone, dove è nota come “scuola Kegon”.
Sempre di origine cinese, con diffusione in Corea e in Giappone, è la scuola Tendai, mentre l’indirizzo Chan (Zen in giapponese), introdotto in Cina dal leggendario monaco indiano Bodhidharma, costituisce un interessante punto di contatto fra il Mahayana e il taoismo cinese; il buddhismo Zen raggiunse a sua volta, alla fine del XII secolo, la Corea, il Giappone, e, insieme con l’indirizzo della Terra Pura, il Vietnam. Nel VII secolo prese avvio anche la penetrazione del Mahayana in Tibet, dove il buddhismo fiorirà poi in una forma dai caratteri spiccatamente originali, il lamaismo.
Nel Sud-Est asiatico, nello Sri Lanka e in Indonesia il Mahayana fu soppiantato dalla corrente Theravada, oltre che dall’induismo e dall’islam. Lasciò però alcune tracce significative anche in campo artistico, come il complesso monumentale di Angkor Vat in Cambogia. Si integrò poi nella società cinese e si diffuse in Corea in epoca Koryo (935-1392), prima delle restrizioni imposte dalla dinastia Yi (1392-1910), e in Giappone, con la riforma della scuola Zen condotta da figure come Dogen e Honen e la nascita di scuole locali, come la Nichiren.
Indebolito in epoca Edo (1600-1868), e posto sotto controllo statale durante lo shogunato dei Tokugawa, il Mahayana giapponese dovette affrontare anche l’ostilità dei governanti dopo la restaurazione Meiji del 1868, assieme alle scuole dei paesi – Cina, Cambogia, Vietnam, Corea del Nord – nei quali, nel XX secolo, si instaurarono regimi comunisti.