Bacone, Francesco
Per stampare le informazioni, scegliere Stampa dal menu File.
Bacone, Francesco
2. La riforma del metodo induttivo

Bacone è considerato il fondatore di una nuova logica di tipo sperimentale e induttivo, che intendeva sostituirsi a quella aristotelica. Poiché gli scritti logici di Aristotele erano conosciuti con il titolo complessivo di Organon (che significava in lingua greca “strumento” del pensiero), Bacone pubblicò la sua opera principale con il titolo latino Novum Organum.

Da un lato Bacone opponeva la sua nuova concezione all’aristotelismo ancora imperante al suo tempo, respingendo così l’idea che l’autorità dei filosofi antichi fosse l’unica garanzia della verità; dall’altro egli respingeva la filosofia degli alchimisti rinascimentali, perché fondata su “ciechi esperimenti” e su presupposti vaghi e ambigui.

Bacone teorizzò l’esigenza di abbandonare il modo di procedere essenzialmente teorico della scienza ereditata dagli antichi, che si basava, anziché sull’osservazione della natura, su un metodo prevalentemente deduttivo e aprioristico, ovvero su un impiego della “mente distaccata e disgiunta dall’evidenza dei fatti”. A questo procedimento Bacone volle opporne uno dotato di fecondità euristica, capace di condurre a nuove scoperte mediante l’impiego di un metodo induttivo.

L’induzione però non era intesa da Bacone come nella logica di Aristotele, in cui si partiva dai dati osservati ma di lì si saltava alle proposizioni più generali. La “vera via” che Bacone indicava era quella che partiva dalle sensazioni e dai fatti particolari per risalire a proposizioni intermedie, ascendendo in modo progressivo e continuo fino ad arrivare a quelle più generali. Questa via presupponeva che l’esperienza, purché sottoposta ad una elaborazione razionale, fosse la fonte della nostra conoscenza, la quale ha come scopo quello di assoggettare la natura alle nostre richieste, piegandola al servizio dell’uomo.