Bacone, Francesco
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Bacone, Francesco
4. La dottrina delle “tavole”

Alla pars destruens seguiva il metodo vero e proprio (pars construens), fondato su una classificazione dei fenomeni naturali in apposite “tavole” (della presenza, delle deviazioni o di assenza in prossimità, dei gradi o delle comparazioni), che consentivano sia di escludere le soluzioni errate circa le loro cause, sia di avanzare una prima ipotesi intorno a esse. Infine si trattava di pervenire a una convalida di questa ipotesi ricorrendo a specifici esperimenti. Scopo di questo procedimento era padroneggiare i processi naturali e riprodurli artificialmente.

Pur ponendo le basi del metodo sperimentale della scienza moderna, Bacone non comprese, a differenza di Galilei, l’importanza dell’applicazione della matematica allo studio della natura. Nondimeno egli riconobbe l’importanza pratica e operativa della scienza della natura, secondo una prospettiva che coniugava il principio secondo cui “sapere è potere” a quello per cui si può “comandare alla natura solo obbedendo ad essa”, cioè alle sue leggi. Il Novum Organum ebbe inoltre un’influenza decisiva sullo sviluppo successivo dell’empirismo inglese. Infine, Bacone espresse fra i primi, nell’età moderna, una visione della storia basata sulla considerazione del sapere umano come complesso di energie in continuo sviluppo, per la quale “la verità è figlia del tempo”.