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Swift, Jonathan
1. Introduzione

Swift, Jonathan (Dublino 1667-1745), scrittore anglo-irlandese, autore di romanzi satirici e pamphlet politici. Considerato tra i maestri della prosa in lingua inglese, con la sua opera mise in luce la follia e la presunzione umane. Dopo gli studi al Trinity College di Dublino, nel 1689 Swift si trasferì in Inghilterra, dove lavorò come segretario del diplomatico e scrittore William Temple, lontano parente della madre; ma i difficili rapporti con costui lo indussero, nel 1694, a ritornare in Irlanda, dove prese gli ordini religiosi. Riconciliatosi con Temple, nel 1696 si stabilì di nuovo presso di lui e si dedicò all'educazione di Esther Johnson, figlia di un parente del diplomatico. Questa occupazione gli consentì di dedicarsi parallelamente alla lettura e alla scrittura.

2. Letteratura e politica

Tra le sue prime opere vi è La battaglia dei libri (1704), parodia della controversia che allora opponeva, nei circoli letterari, i sostenitori degli antichi a quelli dei moderni. Swift diede la sua preferenza ai primi e, con una satira pungente, denunciò la finta erudizione dei suoi giorni. Divertente e originale, la Favola della botte (1704) mette in ridicolo varie forme di pedanteria presuntuosa, principalmente in campo letterario e religioso. In seguito alla pubblicazione di questo libro, che diede adito a dubbi sull'ortodossia religiosa dell'autore, Swift perse l'opportunità di una prestigiosa carriera ecclesiastica in Inghilterra. Fra i suoi scritti politici, i più efficaci furono La condotta degli alleati (1711), nel quale Swift sostenne che i Whig avevano prolungato di proposito la guerra di successione spagnola al fine di ottenere vantaggi di tipo politico; e le Lettere del drappiere (1724), dedicate alla questione irlandese. A seguito della polemica innescata dalla pubblicazione di La condotta degli alleati, il comandante delle armate britanniche, John Churchill, duca di Marlborough, venne rimosso dalla carica e privato dei titoli nobiliari.

3. La modesta proposta

Nel 1710 Swift iniziò il Diario a Stella, serie di lettere a Esther Johnson (soprannominata, appunto, Stella) ricche di vezzeggiativi espressi in un linguaggio infantile. Con i poeti e amici Alexander Pope e John Arbuthnot, fondò lo Scriblerus Club, gruppo che si incontrava per discutere di letteratura e comporre parodie sulla cultura pedantesca. Del 1729 è Una modesta proposta, dove la 'proposta', causticamente satirica, era quella di usare i bambini poveri irlandesi come cibo per i ricchi, fornendo anche ricette per poter apprezzarli al meglio.

4. Gulliver

Il capolavoro di Swift, I viaggi di Gulliver, fu pubblicato anonimo nel 1726 e riscosse subito grande successo. Questo romanzo satirico, inizialmente inteso dall'autore come aspro attacco allegorico alla vanità e all'ipocrisia delle corti, dei partiti e degli uomini politici dell'epoca, nel corso della stesura, durata parecchi anni, si arricchì delle più mature considerazioni di Swift sulla società umana; pertanto la satira, spesso graffiante e a tratti scurrilmente oltraggiosa, finì col toccare l'umanità intera. Acuto, ricco di spunti fantasiosi e al tempo stesso scritto con semplicità, il romanzo è diventato un classico della letteratura per l'infanzia. Gli ultimi anni dello scrittore, dopo la morte di Stella (1728), furono oscurati da un crescente senso di solitudine e dal terrore della follia.