| Klein, Melanie | Articolo | ||||
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| 5. | La riparazione |
L’angoscia nella fase depressiva nasce dall’ambivalenza, dal timore che i propri impulsi distruttivi possano annientare l’oggetto amato. Emergono così sentimenti di lutto per l’oggetto buono, percepito come perduto, e senso di colpa. Questa esperienza fa sorgere nel bambino il desiderio di riparare il suo oggetto distrutto. La riparazione, fatta nella realtà e nella fantasia, allontana le angosce depressive e conduce alla speranza. Se la posizione depressiva viene elaborata con successo l’Io diventa più maturo e il bambino, consapevole della propria realtà psichica, comincia a distinguere tra fantasia e realtà esterna.
La sofferenza per la perdita dell’oggetto nella posizione depressiva e le spinte riparatrici, maturate per reintegrare gli oggetti interni ed esterni, rappresentano, secondo la Klein, la base della creatività e della sublimazione. Se, invece, la posizione depressiva non viene superata positivamente, lo sviluppo è molto negativo. L’Io si sente continuamente tormentato dall’angoscia della perdita completa di ogni situazione buona, resta fragile, ha uno scarso rapporto con la realtà ed è, quindi, esposto al rischio di psicosi.
Tra le sue opere si ricordano: Contributi alla psicoanalisi (1921-1945), La psicoanalisi dei bambini (1932), Nuove vie della psicoanalisi (1955), Il nostro mondo adulto e altri saggi (1955-1963), Invidia e gratitudine (1957), Analisi di un bambino (1961, postumo).