| Turchia | Articolo | ||||
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| 2. | Territorio |
Il territorio della Turchia – occupato in gran parte dal vasto altopiano anatolico, prevalentemente montuoso – può essere suddiviso in sette regioni fisiche: la Tracia e le terre bagnate dal mar di Marmara; la regione egea e mediterranea; la regione del Mar Nero; l’Anatolia occidentale; l’altopiano anatolico centrale; le zone montuose orientali; l’Anatolia sudorientale.
La Tracia e le terre bagnate dal mar di Marmara comprendono un fertile altopiano centrale, in parte coltivato, che a est raggiunge un’altitudine di 2.543 m nella cima del monte Olimpo (Ulu Dağ). La fascia costiera bagnata dall’Egeo e dal Mediterraneo è stretta e collinare; coltivata solo in minima parte in prossimità del confine con la Siria, si apre sulla pianura attraversata dal fiume Ceyhan; quest’ultima, collegata ai monti del Tauro da un passo noto già nei tempi antichi come Porte di Cilicia, comprende estese coltivazioni di cotone.
La regione del Mar Nero include i monti del Ponto (o Pontici, Kuzey Anadolu Dağlari), che si affacciano sulla costa con versanti scoscesi e a est raggiungono altitudini superiori ai 3.800 m. L’Anatolia occidentale è costituita da rilievi irregolari e vallate interne che separano la costa egea dall’altopiano centrale anatolico. L’altopiano centrale, che occupa gran parte del territorio turco, è interamente chiuso da rilievi; qui circa il 30% del suolo è coltivato e il punto più elevato è la vetta del monte Argeo (Erciyes Dağı, 3.916 m), in Cappadocia.
La regione orientale, corrispondente alla storica Armenia, è aspra e montuosa. Culmina nella vetta del monte Ararat (Ağrı, 5.165 m), sul quale, secondo la tradizione biblica, si arrestò l’arca di Noè al termine del diluvio universale. La sezione orientale del paese comprende inoltre numerosi rilievi di origine vulcanica, che determinano l’elevata sismicità della regione, e ospita le sorgenti dei fiumi Tigri ed Eufrate, i due maggiori fiumi del Medio Oriente. L’Anatolia sudorientale è costituita da un altopiano dolcemente collinare, coltivato per il 20% circa e chiuso da montagne a nord, est e ovest.
| 1. | Idrografia |
Quasi tutti i fiumi della Turchia hanno un regime torrentizio e non sono quindi navigabili; alcuni sono sfruttati per irrigare i terreni e per l’approvvigionamento di energia idroelettrica, altri sono poveri o privi d’acqua durante la stagione estiva. Il più lungo è il Kizilirmak, che sfocia nel Mar Nero, come il Sakarya. Il Büyük Menderes (Grande Menderes) scorre dall’Anatolia occidentale fino al mare Egeo con un percorso talmente tortuoso da aver dato vita al termine “meandro” per indicare la profonda ansa di un fiume. Il Tigri e l’Eufrate attraversano le regioni orientali della Turchia e sfociano nel golfo Persico; di rilievo è inoltre il Ceyhan che sfocia nel Mediterraneo. Infine, in Tracia, il fiume Marizza segna parte del confine tra Grecia e Turchia.
Il maggiore lago turco è il Van (con una superficie di 3.763 km²), le cui acque sono salate, così come quelle del lago Tuz. Tra i laghi di acqua dolce, tutti situati nella sezione sudoccidentale del paese, vi sono il Beyşehir, l’Eşridir e il Burdur.
| 2. | Clima |
Le zone costiere del Mediterraneo e dell’Egeo hanno estati calde e inverni miti e piovosi. A Istanbul la temperatura media si attesta sugli 0 °C a gennaio e sui 23 °C a luglio. La media annua delle precipitazioni, che si verificano soprattutto nei mesi di dicembre e gennaio, è di 723 mm.
L’altopiano centrale ha un clima continentale con estati calde e inverni più freddi. Ad Ankara si registra una temperatura media di 5 °C in gennaio e di 23 °C in luglio; in gennaio, a Erzurum, si possono registrare temperature medie di -10 °C. La media delle precipitazioni è di soli 350 mm. Il clima è di tipo alpino nelle zone montuose.
Lungo il Mar Nero il clima è mite e umido, mentre nell’Anatolia sudorientale si registrano le temperature estive più elevate della Turchia, superiori ai 30 °C nei mesi di luglio e agosto.
| 3. | Flora e fauna |
Sulla costa mediterranea ed egea le aree forestali si alternano ad ampie zone di vegetazione erbacea bassa; qui si coltivano ulivi, limoni, fichi, uva e ortaggi. Nell’altopiano centrale prevale una vegetazione steppica, dominata da graminacee. Nelle regioni orientali, dove gli inverni sono più lunghi e più freddi e i terreni adibiti in prevalenza al pascolo, si incontrano aree boschive e, a quote elevate, una vegetazione di tipo alpino. Foreste decidue e vegetazione arbustiva si trovano lungo il Mar Nero.
La fauna del paese, particolarmente ricca, annovera il cinghiale, che vive nelle foreste, mentre nelle aree più isolate vivono il lupo, la volpe, il gatto selvatico, la iena, lo sciacallo, l’orso e la martora. La capra d’angora viene allevata per la produzione di preziose lane mohair. Tra le numerose specie ornitologiche presenti nel paese vi sono uccelli rapaci quali l’aquila, il falco, la poiana e il gheppio che sorvolano migrando la regione del Bosforo. Nei torrenti di montagna vive la trota; negli stretti abbondano il tonno e altri tipi di pesce azzurro; l’acciuga è diffusa nel Mar Nero.
| 4. | Problemi e tutela dell’ambiente |
I principali problemi ambientali della Turchia sono legati ai rapidi processi di sviluppo e di modernizzazione dell’industria e dell’agricoltura. I corsi d’acqua sono inquinati da pesticidi e fertilizzanti e gli ambienti naturali, in particolare le zone umide, vengono eliminati per fare spazio alle coltivazioni, ai terreni da pascolo o a insediamenti industriali. Altri problemi sono causati dall’imponente sviluppo delle zone costiere, dalla caccia a specie minacciate o in via d’estinzione e dalla pressione che l’incremento del turismo esercita sulle aree protette.
Entro il 2010 sarà ultimato il grande progetto idraulico dell’Anatolia (GAP, Guneydogu Anadolu Projesi), progetto di sfruttamento delle acque che ha come scopo quello di trasformare radicalmente il Sud-Est del paese da zona arida e sottosviluppata a territorio ricco di “acqua e kilowatt”. Una volta completato, il GAP – che ha il suo cuore nella diga di Atatürk, sull’Eufrate – sarà composto da 22 dighe, 19 centrali elettriche, centri urbani e agglomerati industriali. È questo un progetto di forte impatto ambientale che, causando l’inondazione di ampie zone di territorio, ha determinato il trasferimento di migliaia di persone e minaccia di far scomparire siti archeologici e monumenti di grande importanza (vedi Zeugma).
Il territorio turco è coperto da foreste per il 13,1% (2005). La rete di aree protette della Turchia è costituita da 22 parchi nazionali, tra i quali ricordiamo il Köprülü Kanyon e il Göreme (World Heritage Site dal 1985), quattro parchi naturali, numerose riserve faunistiche e aree a protezione speciale.
La Turchia ha ratificato diversi accordi internazionali sull’ambiente, tra cui quelli riguardanti l’inquinamento atmosferico, la biodiversità, i rifiuti tossici e nocivi, la messa al bando dei test nucleari, la protezione dell’ozonosfera, delle zone umide e la salvaguardia delle balene. La Turchia prende parte al Piano d’Azione Mediterraneo per la protezione dell’ambiente mediterraneo.