Tasso, Torquato
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Tasso, Torquato
3. La Gerusalemme liberata

Nel 1575 Tasso completò il poema dedicato alla prima crociata, che sottopose all’opinione di alcuni autorevoli critici, mentre si manifestavano i primi segni di uno squilibrio mentale. Si autodenunciò infatti al tribunale dell’Inquisizione, che lo assolse. Tornato a Ferrara dopo essere stato ospite di Francesco Maria della Rovere, a Urbino, maturò in lui la convinzione di un’azione persecutoria nei propri confronti. Nel 1579, a seguito di ripetute crisi violente, fu ricoverato nell’ospedale Sant’Anna di Ferrara, dove rimase sette anni. È il periodo in cui lavorò, tra l’altro, ai Dialoghi, dedicati ad argomenti letterari, filosofici, morali.

Nel 1580 a Venezia apparve la prima versione, incompleta e non autorizzata dall’autore, della Gerusalemme liberata. Il poema fu pubblicato, con l’autorizzazione di Tasso, a Padova nel 1581 e, successivamente, nel 1583 e nel 1584. L’opera consiste di venti canti in ottave e tratta degli ultimi mesi dell’assedio di Gerusalemme, fatto storico avvenuto nel 1099, della conseguente caduta della città e della battaglia di Ascalona. I personaggi sono sia storici (Goffredo di Buglione) sia d’invenzione, come Rinaldo, già protagonista dell’omonimo poema giovanile. Tra gli eroi cristiani spiccano il capitano Goffredo e due giovani: Rinaldo, appunto, e Tancredi. Il primo rappresenta il vigore guerresco allo stato puro, il secondo è invece una figura combattuta e malinconica, anche per via del suo amore per una donna nemica, Clorinda. Tra i pagani hanno particolare rilievo Argante e Solimano, eroici avversari sui quali aleggia la consapevolezza dell’inevitabile sconfitta. Tra i personaggi femminili primeggia Erminia, innamorata di Tancredi ma timida e riservata, l’opposto della bella maga Armida, simbolo dell’amore erotico e della sua forza. Novità significative del poema sono sia la realizzazione di figure psicologicamente ben delineate sia la sapiente commistione fra immaginario cristiano e sensibilità “magica”, tipica del poema.

Mentre continuava a rivedere il suo capolavoro, Tasso rielaborò i Discorsi dell’arte poetica e in particolare sopra il poema eroico, in cui in gioventù aveva esposto la sua poetica. Il volume fu pubblicato in seguito, nel 1594, col titolo Discorsi del poema eroico. Nel 1586, anno in cui stampò la tragedia Re Torrismondo, grazie all’intervento del principe di Mantova poté lasciare l’ospedale. Intanto continuavano gli spostamenti; l’anno seguente Tasso si allontanò dalla città e cominciò a peregrinare per l’Italia senza smettere di rielaborare La Gerusalemme, ossessionato dal giudizio dei critici. Il risultato, considerato sensibilmente inferiore alla prima versione per via degli episodi tagliati e della nuova disposizione della materia, fu pubblicato a Roma nel 1593 col titolo di Gerusalemme conquistata, opera dedicata all’ultimo protettore del poeta, il cardinale Cinzio Aldobrandini. Tasso morì prima che venisse presa la decisione di incoronarlo poeta laureato.