Tasso, Torquato
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Tasso, Torquato
4. Le rime

Nel 1591 era stata pubblicata la prima parte delle Rime, preceduta dalle sei parti delle Rime e prose (1581-87): si tratta di una produzione in versi di straordinario interesse, l’esperienza poetica probabilmente più significativa dopo quella ormai classica di Francesco Petrarca. Qui Tasso intraprende una via espressiva emancipata dal capostipite della poesia lirica italiana. Le circa duemila rime, molto varie come argomento (d’amore, encomiastiche, religiose), partono spesso da un’esperienza modesta o da semplici figure naturali, ed esprimono con grande finezza sottili stati d’animo, anche grazie alla cura particolare rivolta dal poeta alla musicalità del verso, recuperata nella forma metrica del madrigale che egli utilizza con particolare maestria. Certe sottigliezze sia espressive sia di immagini preludono chiaramente al gusto barocco.

La fama del poeta di Sorrento varcò ben presto i confini italiani, e il suo poema conobbe numerosissime edizioni e traduzioni. Anche la sua figura ebbe parecchia notorietà: nel 1790 Goethe scrisse il dramma Torquato Tasso. Nel corso del XVIII e XIX secolo la sua figura divenne il simbolo romantico del poeta incompreso e infelice, e la sua poesia fu particolarmente apprezzata da Giacomo Leopardi.