| Machiavelli, Niccolò | Articolo | ||||
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| 4. | La fortuna di Machiavelli |
Più che per gli indubbi pregi letterari, Machiavelli deve la sua enorme fortuna nei secoli al Principe che può essere considerata, secondo una celebre definizione dello storico italiano Federico Chabod, l’opera “più letta e discussa, esaltata e vituperata, amata e odiata della letteratura politica di tutti i tempi”, e in ogni caso l’imprescindibile base della trattatistica politica moderna, oltre che un momento fondamentale della storia della stessa cultura occidentale. In un dialogo serrato, concreto, aderente ai fatti, Machiavelli pone le basi per una scienza dello stato e della politica assolutamente svincolata da ogni concetto etico o teologico. È famoso il passo del capitolo XV in cui il Segretario fiorentino delinea, pienamente consapevole della propria rivoluzionaria originalità, la sua concezione della teoria politica:
Nella fredda passione della sua analisi si volle leggere a lungo una forma di cinica amoralità, condannata soprattutto dai pensatori cattolici che ne immiserirono e travisarono il contenuto. La portata stessa del dibattito e della polemica intorno alla sua opera ne testimonia, tuttavia, tanto la grandezza quanto l’assoluta originalità. Inventando la categoria della politica, Machiavelli esce dal mondo medievale e rivoluziona il pensiero moderno.