Placenta
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Placenta
2. Anatomia

La placenta umana, che al termine della gravidanza ha un diametro di 15-18 cm e un peso di circa 450 g, è un organo riccamente vascolarizzato e contiene tessuti di origine sia materna, sia fetale. Essa si sviluppa dopo che l’embrione si solleva dall’endometrio uterino (in cui inizialmente è avvenuto l’annidamento), in corrispondenza del punto in cui l’embrione resta in contatto con la parete dell’utero. Man mano che l’embrione si sviluppa, la placenta si accresce e si ispessisce, assumendo una forma discoidale; la faccia rivolta verso la mucosa uterina presenta protrusioni irregolari e a forma di dito, i villi coriali, che si approfondano nello spessore della mucosa endometriale, mentre la faccia rivolta verso l’embrione è di aspetto liscio, e costituisce il punto di attacco del cordone ombelicale del feto. I villi coriali sono attraversati ciascuno da un’arteria e da una vena embrionali. Tra la parete uterina e il rivestimento della placenta (placca o lamina coriale), si formano lacune di sangue materno, ossia ristagni di sangue non racchiuso da vasi, in cui sporgono i villi coriali.