Lavoro
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Lavoro
3. Cenni storici

Nell’antichità e nel Medioevo il lavoro, e in particolare quello manuale, era svolto prevalentemente in condizioni servili. Molti lavoratori erano cioè schiavi, appartenenti a un proprietario, o servi, assoggettati cioè a un signore e sottomessi a corvè (giornate di lavoro gratuito obbligatorio). La liberazione del lavoro dal vincolo feudale fu una delle condizioni fondamentali dello sviluppo del capitalismo.

In seguito alla rivoluzione industriale, dal XIX secolo la maggior parte dei lavoratori fu impiegata nelle fabbriche in attività sempre più standardizzate. Gli operai dell’industria erano sostanzialmente indifesi contro lo sfruttamento (orari di lavoro prolungati, disciplina di fabbrica) e privi di protezione dalle conseguenze di malattie, invalidità e disoccupazione. Nei primi decenni del XIX secolo la crescente riflessione sui guasti sociali prodotti da un mercato del lavoro inumano e incontrollato portò a campagne di opinione contro gli abusi più gravi come il lavoro minorile e alla nascita di un movimento politico che aveva nel suo programma la difesa delle condizioni di vita dei lavoratori: il socialismo.

I lavoratori organizzati in partiti politici, sindacati, cooperative, società di mutuo soccorso acquistarono una notevole forza, che permise loro di ottenere importanti conquiste sul piano economico, sociale e politico. Le legislazioni del lavoro e i sistemi di welfare state sviluppatisi nei paesi industrializzati durante il XX secolo attestano il successo delle moderne organizzazioni dei lavoratori.

Vedi anche Valore-lavoro; Lavoro nero; Lavoro socialmente utile; Fordismo e postfordismo; Statuto dei lavoratori.