Neolitico
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Neolitico
4. Produzione artistica

Tra le manifestazione dell’arte neolitica figurano interessanti manufatti in ceramica, riccamente decorati con motivi incisi, impressi o dipinti, e una vasta gamma di statuette (spesso femminili, raffiguranti forse una Grande Madre, dea generatrice). Quanto alle opere monumentali, in Europa occidentale sono rimasti numerosi tumuli sepolcrali: un esempio significativo è offerto da Silbury Hill, in Inghilterra, un enorme tumulo in calcare datato intorno al 2800 a.C.

Ancora più imponenti sono i monumenti megalitici: i grandi circoli di pietre della Gran Bretagna (Stonehenge e Avebury), i menhir, isolati o allineati come a Carnac (Francia), le “statue-menhir” antropomorfe, le grandi tombe megalitiche diffuse dalla Scandinavia al Portogallo (sovente con rilievi a motivi geometrici e pitture). È dimostrato che furono motivi legati alla conoscenza dell’astronomia a dettare la costruzione e la disposizione di alcuni monumenti: le pietre di Stonehenge, ad esempio, sono allineate sull’asse del solstizio d’estate, mentre la tomba di New Grange, in Irlanda, ha un’apertura attraverso la quale il sole, all’alba del solstizio d’inverno, illumina il corridoio e la camera sepolcrale.

Le testimonianze artistiche più straordinarie delle culture dell’età della Pietra provengono tuttavia dall’isola di Pasqua, nell’oceano Pacifico, dove tra i primi secoli dell’era cristiana e il 1600 circa una cultura del Neolitico innalzò centinaia di piattaforme in pietrisco, rivestite di lastre di pietra, sopra le quali pose enormi statue (moai), ricavate da tufo vulcanico scolpito con pietre in basalto.