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Porcellino d’India

Porcellino d’India Nome comune di alcune specie di piccoli mammiferi appartenenti all’ordine dei roditori e caratterizzati da orecchie corte e arrotondate; assenza di coda; corpo piccolo e tozzo, lungo dai 20 ai 40 cm. In alcune specie il pelo è lungo, di consistenza variabile dall’ispido al liscio. I porcellini d’India possono essere bianchi, neri o fulvi a tinta unita; oppure bianchi con strisce o chiazze di colori più scuri.

In senso stretto i porcellini d’India sono cavie domestiche, sebbene il termine sia generalmente applicato a tutte le specie di cavie, domestiche e selvatiche. Le specie selvatiche sono originarie del Sud America. Fra le più importanti sono quelle che vivono sulle Ande e in Perù (Cavia tschudii) e una specie diffusa allo stato domestico dal Venezuela al Cile (Cavia porcellus). Le cavie selvatiche vivono in tane sotterranee o, a volte, nel fitto della vegetazione e la loro dieta è vegetariana.

Allo stato selvatico i porcellini d’India si riproducono generalmente una volta all’anno; tuttavia, esiste una specie che, in condizioni favorevoli, si riproduce continuamente lungo l’intero anno. La nidiata è composta in media da 2 a 4 piccoli, che nascono già ben sviluppati e sono in grado di nutrirsi da soli sin dal giorno successivo alla nascita.

Alcuni studiosi ritengono che il porcellino d’India domestico discenda dalla specie peruviana. La specie domestica assomiglia a quella selvatica quanto a rapidità dello sviluppo, così veloce che gli animali perdono i denti da latte quando sono ancora nell’utero materno e nascono già con i denti definitivi. I porcellini d’India cominciano a riprodursi all’età di due mesi, producendo al massimo 5 nidiate all’anno, ognuna composta in media da 4 individui, con un massimo documentato di 13.

In passato i porcellini d’India hanno avuto una funzione preziosa come animali da laboratorio, specialmente in campo batteriologico, nelle ricerche sugli effetti di molti microrganismi patogeni; successivamente sono stati in larga misura sostituiti da animali più piccoli, come topi, ratti e criceti. Sono, tuttavia, ancora utilizzati nei test diagnostici per la tubercolosi, in quanto molto sensibili al bacillo della TBC, che li uccide nell’arco di quattro o otto settimane.

Classificazione scientifica: I porcellini d’India appartengono alla famiglia dei cavidi, ordine roditori, classe mammiferi, phylum cordati.