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La carenza di organi |
Il prelievo degli organi allo scopo di eseguire trapianti è vincolato non solo alla concreta possibilità di reperire tessuti sani e con caratteristiche tali da renderli compatibili con il ricevente, ma anche alla volontà del soggetto donatore, finché era in vita, e alle norme giuridiche vigenti nei diversi paesi. Per tali motivi, gli organi destinati al trapianto risultano ancora oggi molto carenti rispetto alle necessità, e l’attesa dei pazienti si prolunga spesso per anni (nel 1998, si è calcolata un’attesa media di 5-6 mesi per il trapianto di fegato e cuore, e di 7-8 anni per quello di rene).
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Il silenzio-assenso |
In Italia, nel tentativo di favorire il reperimento di organi, è stata promulgata una legge che prevede che qualsiasi cittadino al di sopra dei 18 anni debba compilare entro un certo lasso di tempo uno speciale modulo presso un’Azienda Sanitaria Locale (ASL), per esprimere il suo veto a prelevare i propri organi in caso di morte. In caso contrario, cioè se il cittadino non si esprime, si ritiene implicito il suo consenso al prelievo (silenzio-assenso). Per i minorenni, la decisione spetta a entrambi i genitori e deve essere concorde. Il prelievo degli organi, o espianto, può avvenire solo dopo che, al momento del decesso, un collegio di medici verifichi la morte mediante l’avvenuta cessazione dell’attività cerebrale (vedi Elettroencefalogramma). Il controllo degli organi espiantati e la destinazione degli stessi viene effettuato da un Centro Nazionale Trapianti, che agisce anche da banca-dati in collegamento con centri regionali.
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Possibili donatori, umani e non |
All’attività di regolamentazione da parte degli organi legislativi, si affianca quella di alcune associazioni, come l’Associazione Italiana Donatori Organi (AIDO), che effettuano un lavoro di sensibilizzazione dei cittadini al problema della scarsità di organi disponibili. Una possibile fonte di organi adatti al trapianto deriva dalla tecnologia degli animali transgenici, in particolare dei suini, sui quali si sta effettuando una sperimentazione. Attualmente, però, sono stati impiantati organi da suini transgenici soltanto ad alcuni macachi, e nessuno all’uomo; questa via di ricerca, tra l’altro, deve superare non solo difficoltà di ordine tecnico, ma anche perplessità di natura bioetica e legislativa.
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