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Canapa Denominazione comune di una pianta erbacea annuale, dalla quale si ricava l'omonima fibra resistente ed elastica. La canapa è originaria dell'Asia centrale e viene coltivata in molte parti del continente euroasiatico e di quello americano. A seconda delle condizioni climatiche e geologiche della regione di coltura, la sua altezza può variare tra 1 e 5 m. È una pianta dioica, in cui i fiori maschili crescono riuniti in racemi ascellari su esemplari che muoiono subito dopo avere disperso il polline, mentre i fiori femminili si sviluppano su fitte e corte spighette, da esemplari che muoiono subito dopo avere portato a maturazione i semi.
Le fibre si ricavano dalla corteccia fibrosa che riveste il fusto cavo delle piante di entrambi i sessi. Dalle piante mature si ottengono fibre grezze e più resistenti, che vengono utilizzate per produrre materiali tessili, funi e sacchi da imballaggio. Dalle piante raccolte nella stagione in cui avviene l'impollinazione, si ricavano, invece, fibre più morbide, utilizzate in Asia per confezionare indumenti. Le fibre vengono estratte e trattate con procedimenti simili a quelli usati nella lavorazione del lino: i fusti della pianta vengono prima parzialmente decomposti, quindi essiccati e fatti a pezzi per separare le parti legnose da quelle fibrose.
I semi della canapa, che peraltro costituiscono un ottimo becchime per uccelli, contengono anche un particolare tipo di olio, impiegato per produrre saponi e colori a olio. Dai fiori femminili e dai semi si ottiene una resina nota per le sue proprietà narcotiche. Dalla varietà della canapa classificata come Cannabis sativa indica, si ricavano droghe quali l'hashish e la marijuana.
Classificazione scientifica: La canapa appartiene alla famiglia delle Cannabacee e il suo nome scientifico è Cannabis sativa.