| Sogno | Articolo | ||||
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| 2. | Aspetti biologici |
La biologia del sogno è un settore di ricerca che ha fatto moltissimi progressi. Pionieristici furono gli studi degli statunitensi Eugene Aserinsky e Nathaniel Kleitman, che nel 1953 dimostrarono l'esistenza di uno specifico stato biologico del sonno durante il quale si verifica il sogno.
Si possono distinguere due stati di sonno, riconoscibili sui tracciati elettroencefalografici: il primo, detto 'sonno sincronizzato' o 'sonno non-REM' (in cui non si riscontrano movimenti oculari rapidi, detti REM dall'inglese Rapid Eye Movements), che occupa la maggior parte del sonno ed è caratterizzato da livelli relativamente bassi di pressione sanguigna e battito cardiaco, da minima attivazione del sistema nervoso autonomo e dall'assenza di sogni (almeno nell'esperienza riferita dai soggetti).
Il secondo, detto 'sonno desincronizzato' o 'sonno REM', si presenta ciclicamente durante il sonno ed è caratterizzato da attivazione del sistema nervoso autonomo, da rapidi movimenti oculari e dalla presenza di sogni di cui si conserva spesso il ricordo. Generalmente, un adulto presenta quattro o cinque periodi di sonno REM, a distanza di circa 90 minuti l'uno dall'altro, durante i quali si verificano sogni che possono essere ricordati; essi costituiscono nel complesso il 25% della durata del sonno (nel neonato si arriva al 50%). Le ricerche dimostrano che ogni sogno può durare da cinque a venti minuti. Nelle fasi di sonno REM anche stimoli fisici reali (ad esempio il suono della sveglia) possono essere integrati nel sogno.