Messina
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Messina
2. Urbanistica e luoghi di interesse

La città, distrutta dal terremoto e maremoto del 28 dicembre 1908 (crollò il 91% degli edifici; i morti furono oltre 60.000), fu ricostruita in base a criteri urbanistici ed edilizi antisismici, con edifici di altezza limitata e larghe strade (già a scacchiera prevalentemente ortogonale). Oggi, dopo le ulteriori ricostruzioni rese necessarie dalle distruzioni dell’ultima guerra, è nuovamente la principale porta d’accesso alla Sicilia. Il suo aspetto è quindi moderno e vari monumenti sono opera di laborioso rifacimento e attento restauro.

Sulla piazza del Duomo, dove si trova la bella fontana di Orione, opera di Giovanni Angelo da Montorsoli (1547), si affaccia la Cattedrale, eretta da Ruggero II nel XII secolo e più volte parzialmente riedificata, che conserva tuttavia le linee dell’originaria struttura, con interno a tre navate (il poderoso campanile a cuspide, del XX secolo, è noto per l’orologio meccanico ad automi, il più grande del mondo). Non lontano sorge la chiesa normanna della Santissima Annunziata dei Catalani (del XII secolo, con facciata del XIII), notevole in particolare nella parte absidale. Da notare inoltre la duecentesca Santa Maria degli Alemanni, unica chiesa gotica in Sicilia, voluta dall’ordine dei cavalieri teutonici, e la fontana del Nettuno, ancora del Montorsoli (1557).

Il Museo regionale (parzialmente in risistemazione) espone opere bizantino-normanne, gotiche, rinascimentali (Polittico di san Gregorio, opera di Antonello da Messina, del 1473), del Seicento (Adorazione dei pastori e Resurrezione di Lazzaro, di Caravaggio, del 1608-1609) e del Settecento. Caratteristiche manifestazioni di tradizione popolare sono la Passeggiata dei Giganti e la processione con il grande carro della Vara.