Leibniz, Gottfried Wilhelm
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Leibniz, Gottfried Wilhelm
5. L’armonia prestabilita

Le monadi non sono direttamente in comunicazione reciproca, ma ognuna è uno specchio del mondo, che rappresenta in maniera più o meno chiara tutte le altre. L’accordo fra le monadi è garantito e stabilito da Dio, monade suprema. Egli, nell’atto di creare una monade, la rende adatta all’insieme di tutte le altre, in maniera di far corrispondere gli stati interni, o percezioni, di essa agli stati interni delle altre monadi.

L’universo costituito da queste monadi è pertanto il risultato armonioso di un piano divino. Gli esseri umani, tuttavia, con le loro rappresentazioni limitate, non riescono ad accettare come parte dell’armonia universale mali come le malattie e la morte. Quest’universo leibniziano, “il migliore di tutti i mondi possibili”, divenne oggetto dell’ironia di Voltaire nel romanzo Candido (1759).

Il pensiero di Leibniz esercitò una grande influenza sulla filosofia tedesca successiva, soprattutto attraverso la sistemazione delle sue idee da parte di Christian Wolff, uno dei maggiori esponenti dell’illuminismo tedesco.