| Classificazione tassonomica | Articolo | ||||
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| 1. | Introduzione |
Classificazione tassonomica Sistema di raggruppamento e denominazione degli organismi in base a criteri di varia natura. Lo scopo della classificazione è quello di disporre in maniera ordinata i viventi in modo che tutti gli studiosi si possano comprendere l’uno con l’altro, senza possibilità di errore sull’identità degli organismi che sono oggetto di ricerca.
Gli specialisti che si occupano di classificazione sono i tassonomi e i sistematici. La tassonomia e la sistematica costituiscono due discipline che in buona parte si sovrappongono; la tassonomia si occupa più della costruzione di un sistema gerarchico e dell’attribuzione della nomenclatura, cioè dell’assegnazione dei nomi agli organismi o ai gruppi di organismi, mentre la sistematica cerca di individuare le correlazioni evolutive esistenti tra i diversi gruppi.
Le caratteristiche prese in esame dagli studiosi che si occupano di classificazione sono di tipo diverso e possono riguardare l’anatomia, la fisiologia, la genetica, il comportamento, la composizione biochimica dei vari organismi considerati e messi a confronto. A questi studi contribuiscono, con le loro scoperte, tutte le branche della biologia. Risulta importante anche la paleontologia, in cui si opera una valutazione dei reperti fossili, nel tentativo di ricostruire la storia evolutiva dei viventi e di capirne i rapporti di parentela.
Gli schemi della classificazione moderna tentano, infatti, di creare collegamenti tra i differenti gruppi di organismi che riflettano i rapporti evolutivi esistenti tra loro. Nei moderni studi di classificazione sono utilizzate anche raffinate tecniche di biologia molecolare, con cui si confrontano molecole proteiche e molecole di acidi nucleici degli organismi. Quanto più due organismi possiedono simili strutture di queste molecole, tanto più essi sono ritenuti vicini da un punto di vista evolutivo.