Pompei
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2. La città antica

La città, cinta da mura entro cui si aprono numerose porte, ha una forma irregolare, che a sud e a ovest coincide con i lati del terrazzamento sul quale fu costruita. L’impianto urbanistico rispecchia lo sviluppo dell’insediamento: a sud-ovest, attorno al foro e agli edifici religiosi e civili che vi si affacciano (tempio di Giove, basilica, edificio di Eumachia), si estende il quartiere più antico, con un impianto non molto regolare e strade contorte. Esso comprende i templi di Venere e di Apollo e l’area del foro triangolare, accanto a cui si dispongono la palestra sannitica, il tempio di Iside, il teatro, l’odeon. Il resto della città rivela una pianificazione per quartieri unitari, con isolati rettangolari separati da strade rettilinee. La parte sudorientale è meno intensamente popolata, con orti e giardini e gli spazi per vasti complessi come la palestra grande e l’anfiteatro. Altri edifici pubblici sono le terme, tra cui quelle Stabiane, più antiche (II secolo a.C.) e quelle del foro (I secolo a.C.).

Alcune abitazioni risultano particolarmente ampie e lussuose, come le case dette del Fauno, del Labirinto, degli Amorini dorati, del Menandro, dei Vettii, di Sallustio, del Chirurgo. Fuori dalle porte principali della città si trovano le necropoli, ad esempio a Porta Nocera e a Porta Ercolano, lungo la via dei Sepolcri, sulla quale si affacciano anche le ville suburbane più sontuose (ad esempio quella di Diomede e quella dei Misteri, così chiamata per l’importante affresco che la decora, in cui è illustrata una scena di iniziazione).

Tra gli edifici di recente restauro spiccano le terme Suburbane di età augustea, nei pressi di Porta Marina, una delle otto porte della città: le contraddistingue la presenza di un unico spogliatoio indiviso per uomini e donne, decorato con affreschi a soggetto erotico insoliti in questo tipo di ambienti pubblici (di norma, tali raffigurazioni erano riservate alle case private o ai lupanari).