| Pompei | Articolo | ||||
| Per stampare le informazioni, scegliere Stampa dal menu File. | |||||
| 3. | Gli scavi e i reperti archeologici |
Per oltre 1500 anni Pompei restò sotto cumuli di cenere, fino a quando, a partire dal 1748, il governo borbonico di Napoli intraprese campagne sistematiche di scavo. Fra Otto e Novecento furono riportati alla luce il quartiere del foro e altre ampie porzioni della città. Gli esempi di ricca edilizia privata sono non solo inestimabili per la sontuosità degli arredi e importanti per ricostruire particolari della vita privata dell’epoca, ma soprattutto affascinanti scorci di una civiltà che l’eruzione fermò per sempre come in un’istantanea.
Danneggiata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale e restaurata, Pompei è tuttora oggetto di scavi e ricerche archeologiche; più di un quarto dell’antica città è infatti ancora sepolto. Straordinario è lo stato di conservazione degli oggetti rinvenuti, che costituiscono spesso preziose testimonianze della vita quotidiana: dal pane appena sfornato ai graffiti sui muri, alle pitture che fungevano da manifesti elettorali. La cenere e i lapilli che caddero abbondantissimi sulla città durante l’eruzione formarono una sorta di protezione ermetica che mantenne pressoché intatti gli edifici coperti (palazzi pubblici, templi, teatri, terme, botteghe, abitazioni private) insieme ai resti delle circa duemila vittime: uomini e donne in fuga, bambini, gladiatori, cani.
In molti casi le ceneri, mischiate alla pioggia, hanno formato attorno ai corpi una crosta dura e resistente, che si è mantenuta nel tempo anche quando i resti umani, all’interno, si erano ormai polverizzati. Alcuni archeologi (tra cui Amedeo Maiuri) hanno versato in questi calchi accidentali del gesso liquido, ricavandone impressionanti forme che riproducono esattamente le fattezze delle donne e degli uomini colti dalla morte improvvisa (in parte oggi conservati nel deposito nei pressi di Porta Marina).
Numerosi abitanti sfuggirono tuttavia all’eruzione e in seguito tornarono tra le macerie per recuperare quanto possibile: ciononostante, moltissimi oggetti di valore rimasero sepolti e sigillati sotto la cenere e sono stati riportati alla luce solo recentemente. Molti reperti e alcuni tra gli affreschi e i mosaici pavimentali più belli sono attualmente esposti nel Museo archeologico di Napoli.
Nel 1997 l’area archeologica di Pompei, di eccezionale importanza per lo studio dell’architettura romana e della società latina del I secolo d.C., è stata dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’umanità.