| Sumeri | Articolo | ||||
| Per stampare le informazioni, scegliere Stampa dal menu File. | |||||
| 2. | Cenni storici |
Durante il V millennio a.C. una popolazione nota con il nome di ubaidiani (dal sito di al-Ubaid, che fu il centro nevralgico della loro civiltà) si stabilì nella regione che in seguito prese il nome di Sumer. Questo primo insediamento diede vita alle città-stato sumere di Adab, Eridu, Isin, Kish, Kullab, Lagash, Larsa, Nippur, Umma e Ur. Parecchi secoli dopo l’area fu invasa da alcune popolazioni semitiche provenienti dalla Siria e dai deserti dell’Arabia.
In seguito, nel 3250 a.C., un’altra popolazione emigrò nell’area probabilmente dalle regioni nordorientali della Mesopotamia, integrandosi con la popolazione indigena. I nuovi arrivati, noti con il nome di sumeri (dal titolo assunto dai loro sovrani, ossia “re di Sumer e Akkad”), parlavano una lingua agglutinante (vedi Classificazione delle lingue) che non appartiene ad alcuna delle famiglie linguistiche conosciute. Nei secoli che seguirono l’immigrazione dei sumeri nella regione, fiorirono l’arte, l’architettura e l’artigianato e il sumero divenne la lingua principale dell’area.
| 1. | La dinastia di Uruk |
Il primo re sumero di cui si hanno notizie è Etana, re di Kish (2800 ca. a.C.), descritto in un documento di alcuni secoli dopo come “l’uomo che diede stabilità al paese”. Dopo la fine del suo regno, un re di nome Meskiaggasher fondò una dinastia rivale a Uruk (la biblica Erech), a sud di Kish.
A Meskiaggasher, che governò sulla regione che si estendeva dal mar Mediterraneo ai monti Zagros, succedette il figlio Enmerkar (2750 ca. a.C.), del quale si tramanda una spedizione condotta contro Aratta, città-stato della Mesopotamia nordorientale. A Enmerkar succedette Lugalbanda, uno dei suoi comandanti militari: le loro imprese e conquiste divennero il soggetto di vasti cicli epici, che costituiscono la più importante fonte dell’esistenza della civiltà sumera.
| 2. | La dinastia Etana |
Alla fine del regno di Lugalbanda divenne sovrano dei sumeri Enmebaragesi (2700 ca. a.C.), appartenente alla dinastia Etana di Kish: egli condusse con successo una spedizione militare contro l’Elam e fece costruire il tempio di Enlil presso Nippur, che divenne il centro spirituale e culturale del regno. Il fratello di Enmebaragesi, Agga (2650 ca. a.C.), fu l’ultimo sovrano della dinastia Etana; fu sconfitto da Mesanepada, re di Ur (2670 ca. a.C.), fondatore della I dinastia di Ur.
Poco dopo la morte di Mesanepada, la città di Uruk acquisì una posizione di predominio sotto la guida di Gilgamesh (2700-2650 ca. a.C.), le cui gesta sono celebrate nell’Epopea di Gilgamesh.
| 3. | Le lotte tra le città-stato |
Prima della metà del III millennio a.C., sotto la guida di Lugalanemundu di Adab (2525-2500 ca. a.C.), l’impero sumero si estendeva dai monti Zagros sino alla catena del Tauro e dal golfo Persico sino al mar Mediterraneo. Alla fine del regno di Mesilim (2500 ca. a.C.), re di Kish, i sumeri conobbero un periodo di decadenza, soprattutto a causa delle continue lotte tra le città-stato.
Eannatum, uno dei sovrani di Lagash, riuscì a estendere il controllo su tutto il territorio sumero e anche su alcune regioni circostanti. L’ultimo dei suoi successori, Uruinimgina, venne sconfitto da Lugalzaggisi (2370-2347 ca. a.C.), governatore della città di Umma. Per i vent’anni seguenti Lugalzaggisi fu il più potente sovrano del Medio Oriente.
| 4. | La dinastia accadica |
Intorno al 2300 a.C. l’impero sumero subì numerose invasioni. Il re di stirpe semitica Sargon I, detto il Grande (2335-2279 ca. a.C.) conquistò l’intera regione e stabilì la capitale ad Agade (com’era definita in lingua sumerica la città di Akkad), nel nord-est del regno di Sumer. I due popoli si integrarono sino a costituire un nuovo gruppo etnico e linguistico, noto con il nome di accadi; la regione di Sumer acquisì il nome composto di Sumer e Akkad.
La dinastia accadica durò per circa un secolo. Durante il regno del nipote di Sargon, Naram-Sin (2255-2218 ca. a.C.), la capitale venne distrutta da una popolazione proveniente dalla regione dei monti Zagros, che in seguito invase e saccheggiò l’intera regione di Sumer.
La città di Lagash acquisì nuovamente potere durante il regno di Gudea (2144-2124 ca. a.C.), sovrano che intraprese la costruzione di alcune opere pubbliche e arricchì Lagash di numerosi santuari. I sumeri ottennero la completa indipendenza con Utuhegal, re di Uruk (2120-2112 ca. a.C.). Uno dei suoi generali, Ur-Nammu (2113-2095 a.C.), fondò la III dinastia di Ur, attuando una serie di riforme in campo sociale. Il figlio di Ur-Nammu, Shulgi (2095-2047 a.C.), fu un valoroso soldato, abile diplomatico e mecenate della letteratura. Durante il suo regno fiorirono l’arte e la letteratura sumere.
| 5. | La dominazione babilonese |
Agli inizi del II millennio a.C. gli amorrei, nomadi di origine semitica provenienti dalle regioni desertiche occidentali, invasero i territori sumeri, acquisendo gradualmente il controllo delle più importanti città (Isin e Larsa). Il conseguente disordine politico permise agli elamiti di occupare Ur (2004 ca. a.C.).
Durante i secoli che seguirono la disfatta di Ur si assistette a una dura lotta tra le città-stato per il controllo del regno. Il conflitto tra Larsa e Babilonia si risolse a favore di quest’ultima: Hammurabi sconfisse Rim-Sindi di Larsa, divenendo l’unico sovrano di Sumer e Akkad. La civiltà babilonese prese totalmente il sopravvento su quella sumerica.