Lisia
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Lisia
2. La vita

Figlio del meteco Cefalo, ricco proprietario di una fabbrica di armi che aveva lasciato Siracusa su invito di Pericle per stabilirsi ad Atene, dopo la morte del padre (430 a.C.) Lisia soggiornò a Turi, in Magna Grecia, dove perfezionò la sua educazione retorica; tornò ad Atene nel 413-412 a.C., dopo la sfortunata spedizione ateniese in Sicilia durante la guerra del Peloponneso. Nel 404 a.C. i Trenta tiranni accusarono Lisia e suo fratello Polemarco di cospirazione: in realtà, benché non fossero infondati i sospetti di dissidenza dalla politica del regime oligarchico, i due fratelli erano stati colpiti per le loro ingenti ricchezze. Polemarco fu ucciso, ma Lisia riuscì a fuggire a Megara e, dopo la restaurazione della democrazia nel 403 a.C., tornò ad Atene, anche se non rientrò mai più in possesso dei beni confiscati. Qui, avviata un'azione legale contro Eratostene, responsabile della morte del fratello, si guadagnò da vivere per il resto dei suoi giorni dedicandosi all’attività di logografo.