| Lingua araba | Articolo | ||||
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| 2. | Classificazione |
Classificato come semitico centromeridionale, l’arabo è imparentato con l’ebraico, parlato in Israele, e l’amarico, parlato in parte dell’Etiopia, nonché con le antiche lingue semitiche. Le più antiche iscrizioni in arabo rinvenute nella penisola arabica risalgono al IV secolo d.C., ma si ritiene che la lingua fosse già usata nel V secolo a.C. Oggi questa lingua è un legame unificante tra i diversi popoli arabi ed è usata per il culto anche da tutti i musulmani non arabi in Turchia, Iran, Afghanistan, Pakistan, Indonesia, parti dell’Africa subsahariana, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan.
Dell’arabo esistono una forma classica, una standard e una colloquiale con molte varianti. L’arabo classico è la lingua sacra dell’Islam. È denominato arabo standard quando, arricchito di neologismi e semplificato nella pronuncia, viene usato come lingua franca tra le persone istruite di tutto il mondo arabofono, nel commercio, nel cinema e nella letteratura. Per arabo colloquiale si intende la lingua parlata comunemente alla radio, alla televisione o anche nelle moschee. Le diverse varianti sono più o meno somiglianti alla forma standard, ma cambiano notevolmente tra i parlanti delle diverse aree del mondo arabo e differiscono l’una dall’altra in quanto a pronuncia, lessico e grammatica.
Di solito i dialetti sono distinti per grandi aree geografiche; si parla allora di arabo del Nord Africa, dell’Egitto, del Levante e del Golfo. Nell’ambito di queste ampie classificazioni, la lingua quotidiana varia molto dalla città alla campagna, nonché tra stanziali e nomadi. Parlanti non istruiti di parti distanti del mondo arabo possono non essere in grado di comprendersi, pur usando diverse versioni della stessa lingua.