Agostino
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Agostino
4. Le opere

Nelle Confessioni, redatte in latino poco prima del 400 (probabilmente nel 397), Agostino tracciò il cammino intellettuale che porta l’uomo, nella sua interiorità, al progressivo riconoscimento della verità e del fatto che questa verità è Dio. L’opera è spesso considerata come iniziatrice di un genere letterario, l’autobiografia, estraneo ai greci e avvicinato da pochi autori prima di Agostino (ad esempio, dall’imperatore Marco Aurelio o da Ilario di Poitiers). Il titolo definisce con precisione il contenuto dello scritto, ma l’uso moderno del termine “confessione” non ne rende il senso completo. La confessione non è solo quella delle colpe, ma anche quella dei doni. La confessione delle lodi precede e condiziona la confessione delle colpe.

Nell’opera, il racconto della vita di Agostino comincia dalla sua infanzia. L’infans è etimologicamente colui che non parla e una celebre pagina analizza l’acquisizione del linguaggio (I, VIII, 13). Questa è l’occasione per l’autore di adottare una posizione manicheista che critica la tesi dell’innocenza infantile. Senza preoccupazione d’esaustività, il seguito della narrazione mette in rilievo i momenti di un itinerario spirituale e umano il cui senso è rivelato solo nella conversione. Il racconto si arresta al libro IX con la morte della madre Monica, nello stesso anno del battesimo (387). I libri dal X al XIII, più speculativi, sono spesso presentati come non “autobiografici”. Tuttavia, Agostino stesso scrive che, a partire dal libro X, mostrerà non come fu, ma come è ora (X, IV, 6). Questi libri trattano, in una trama filosofica serrata, argomenti come la memoria, la felicità e la percezione sensibile (libro X); la creazione, il tempo e il movimento (libro XI); la materia, il cielo e la Terra, Mosè e le Scritture (libro XII); e infine la Trinità, l’anima, l’amore, la saggezza, il bene e il male (libro XIII).

Nella Città di Dio (412-426), un’apologia del cristianesimo incentrata sul confronto con la civiltà pagana, Agostino elaborò una concezione teologica del progresso della civiltà, intendendo la storia come l’attuarsi nel tempo di un disegno provvidenziale di origine divina. Dieci dei ventidue libri dell’opera sono dedicati alla polemica contro il panteismo, mentre i rimanenti dodici descrivono l’origine, la crescita e il destino della Chiesa, considerata l’erede degli aspetti più nobili della cultura pagana: alla città terrena, mossa da stolti appetiti e destinata alla dannazione, si contrappone la città di Dio, comunità dei giusti che saranno salvati.

Fra il 426 e il 427 Agostino compose le Ritrattazioni, in cui giudicò retrospettivamente tutte le proprie opere, correggendone gli errori. Tra gli altri suoi scritti vi sono le Epistole, che abbracciano il periodo compreso fra il 386 e il 429, i trattati Il libero arbitrio (388-395), La dottrina cristiana (397-426), Sul battesimo contro i donatisti (401), La trinità (399-419), Sulla grazia contro Pelagio (415), e studi su vari libri della Bibbia, in particolare sul libro della Genesi.