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Ashkenaziti Termine che indica i membri delle comunità medievali ebraiche dell'Europa settentrionale, centrale e orientale, e i loro discendenti, distinguendoli dagli ebrei della penisola iberica e dell'Africa settentrionale, conosciuti come sefarditi. Nel X secolo per dare un nome alle numerose comunità ebraiche integrate nella popolazione della Germania medievale, fu introdotto l’eponimo biblico ashkenazi (Genesi 10:3), che un tempo indicava una tribù del nord della Siria, discendente da Iafet (forse gli ascani di Frigia), che le interpretazioni correnti dei testi sacri identificavano erroneamente con la nazione tedesca. Nel XV e XVI secolo gli ashkenaziti si spostarono a est, in Polonia; nel XIX e XX secolo, molti di loro emigrarono in Israele e nell'America settentrionale. Diversi per leggi, costumi e liturgie dai sefarditi, parlano lo yiddish, a differenza dei sefarditi che utilizzano perlopiù il ladino (o giudeo spagnolo). Attualmente, circa l'85% dei più di dieci milioni di ebrei è ashkenazita.