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Etere etilico

Etere etilico Composto liquido incolore, detto più precisamente etere dietilico (o equivalentemente etil etere e dietil etere), di formula (C2H5)2O. L'etere ha odore pungente e sapore dolciastro; bolle a 34,6 °C e ha densità relativa 0,72. Estremamente volatile e infiammabile, è praticamente insolubile in acqua, ma si scioglie in ogni proporzione con tutti i liquidi organici, come l'alcol e il disolfuro di carbonio. L'etere stesso è uno dei più importanti solventi organici ed è molto usato nei laboratori per sciogliere grassi e oli, resine e alcaloidi. Una miscela di vapori di etere e aria è molto pericolosa: infatti, se esposto all'aria, l'etere può ossidarsi a perossido, una sostanza capace di dar luogo a violente reazioni di esplosione. L'etere viene usato prevalentemente come solvente, come materiale di partenza per la preparazione di prodotti chimici e come anestetico.

Scoperto probabilmente nel XIII secolo, l'etere viene preparato per mezzo di una delle più antiche reazioni organiche, ossia per riscaldamento dell'alcol etilico con acido solforico. Nel corso del processo, la temperatura deve essere controllata attentamente e mantenuta fra 130 °C e 150 °C, perché in ambiente più caldo l'etere può reagire a sua volta, producendo etilene gassoso. Per purificare l'etere grezzo, questo viene dapprima mescolato con acqua di calce (per rimuovere i contaminanti acidi), quindi con cloruro di calcio anidro (per rimuovere l'alcol che non ha reagito e l'acqua), e infine ridistillato. Sebbene contenga piccole quantità d'acqua, questo etere è adatto per molti usi, compreso quello chirurgico. Le successive ridistillazioni sono condotte in presenza di pentossido di fosforo o sodio metallico, e forniscono un prodotto finale puro, perfettamente privo di acqua e alcol.