Febbre
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Febbre
4. Ruolo della febbre nelle malattie

La temperatura durante la febbre può variare da poco oltre la norma fino a 43 °C, sebbene le temperature sopra i 41 °C siano rare. Per il suo meccanismo d’azione, la febbre non costituisce un rischio, a meno che non si superino i 41 °C. La febbre può addirittura essere prodotta artificialmente: ad esempio, l’induzione febbrile risulta efficace per alleviare i sintomi dell’artrite o per curare la paralisi progressiva (fase avanzata della sifilide con sintomi a carico del sistema nervoso centrale). Questa pratica deriva dall’osservazione, compiuta nel 1917 dal neurologo e psichiatra austriaco Julius Wagner von Jauregg, che i pazienti affetti da tale malattia mostravano notevole miglioramento dopo un attacco di malaria, che aveva causato febbre alta. Da allora, fino alla scoperta della penicillina, la febbre malarica era usata nel trattamento della sifilide.

In alcune malattie l’aumento della temperatura corporea è il sintomo predominante, ad esempio nella febbre ricorrente, nella febbre reumatica, nella scarlattina, nella brucellosi e nella febbre gialla. Una febbre prolungata, però, può nuocere all’organismo perché, agendo con un’azione di accelerazione del metabolismo (e di quello dei grassi in particolare), determina la distruzione delle proteine e del grasso corporei.