| Febbre | Articolo | ||||
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| 2. | Meccanismo d’azione della febbre |
La febbre viene a volte ritenuta, nell’opinione comune, una delle modalità con cui i microrganismi patogeni, batteri e virus, attaccano un individuo. In realtà, la febbre è la risposta che l’individuo produce a causa dell’invasione di quegli organismi, nel tentativo di difendersi da essi e di neutralizzarne l’attività. Nel cervello, a livello dell’ipotalamo, si trova il centro di controllo della termoregolazione, che agisce come un termostato mediante il quale la temperatura corporea viene mantenuta entro valori costanti. In presenza di un microrganismo patogeno, il valore di “regolazione” del termostato si innalza per effetto di un ormone, detto pirogeno endogeno, che viene secreto da alcuni globuli bianchi come reazione all’infezione e attraverso il flusso sanguigno viene trasportato all’ipotalamo. Per azione di questo, si verifica l’innalzamento della temperatura corporea, insieme con altri fenomeni collaterali, come la comparsa di brividi e di una sensazione di freddo, che spinge a coprirsi e, in tal modo, ad aumentare ancora di più la temperatura corporea, e la stimolazione del sistema immunitario.
Il pirogeno endogeno ha anche l’effetto di diminuire la concentrazione di zinco e di ferro nel sangue. L’attacco dei batteri patogeni, sottoposti a un ambiente a temperatura più elevata e in cui scarseggiano elementi nutritivi a essi necessari, risulta meno aggressivo e di minore durata. Nel caso in cui l’attacco avvenga da parte di virus, il rialzo della temperatura corporea ha anche l’effetto di aumentare nelle cellule la produzione di una particolare proteina, l’interferone, che aumenta la capacità dell’organismo di resistere a quegli agenti patogeni.