Febbre
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Febbre
3. Sintomi

Manifestazioni della febbre sono, oltre all’aumento della temperatura, un incremento della velocità del polso e della frequenza della respirazione. La febbre provoca perdita di grandi quantità di acqua dai tessuti e, come conseguenza, il rischio di disidratazione. Quest’ultima causa secchezza della pelle e della bocca, stipsi e, insieme all’inappetenza e alla demolizione delle proteine corporee, determina una diminuzione di peso.

Lo sviluppo della febbre segue generalmente tre fasi. In un primo stadio, la pelle risulta fredda e pallida, poiché il flusso di sangue attraverso di essa è ridotto, e il paziente lamenta cefalea e inappetenza. Il secondo stadio inizia circa mezz’ora dopo l’esordio dei brividi. La pelle diventa calda e arrossata e la temperatura raggiunge presto il suo valore più elevato. Dopo circa due ore si ha l’inizio del terzo stadio, quando la temperatura comincia a scendere. Spesso il paziente suda molto, e in seguito inizia gradualmente a sentirsi meglio.

Le fluttuazioni nella temperatura variano a seconda delle malattie che provocano la febbre e lo studio attento della curva di temperatura è importante per effettuare la diagnosi e applicare una terapia corretta. La temperatura può tornare ai livelli normali per lisi, cioè scendendo lentamente, come avviene, ad esempio, nella febbre tifoide, oppure può scendere per crisi, diminuendo rapidamente fino ai valori normali, come nella polmonite.

Se la temperatura resta al di sopra del normale per diversi giorni con fluttuazioni solo lievi, si parla di febbre continua. Quando la temperatura resta costantemente sopra la norma e presenta fluttuazioni maggiori viene detta febbre remittente. Se la temperatura scende a valori normali in alcuni periodi della giornata, ma risale sopra la norma in altri momenti, viene definita febbre intermittente.