| Franklin, Benjamin | Articolo | ||||
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| 3. | L'impegno politico |
Nel 1750 cominciò la carriera politica come deputato all'Assemblea della Pennsylvania. Fu rappresentante dello stato al congresso di Albany, riunitosi in vista della guerra coloniale anglo-francese, anche se le sue mozioni, che per molti aspetti già prefigurarono le richieste di autonomia delle colonie dalla madrepatria, non vennero approvate. Nel 1757, Franklin si recò a Londra come rappresentante delle colonie presso il Parlamento. La sua azione diplomatica fu determinante per l'abolizione dello Stamp Act (Legge sul bollo), ma successivamente le tensioni si fecero insanabili e alla vigilia della guerra d'indipendenza fece ritorno in patria, dove partecipò al secondo Congresso continentale.
Nel 1776 fu uno degli artefici della Dichiarazione d'indipendenza e in seguito venne inviato in Europa con l'incarico di negoziare l'alleanza con la Francia. Accolto con grande entusiasmo, seppe approfittare della popolarità di cui godeva per ottenere il sostegno economico dei francesi. Nel 1781, con John Adams e John Jay, negoziò il trattato di pace con la Gran Bretagna, ratificato a Versailles il 3 settembre del 1783. Pochi anni dopo, nel 1787, ottenne un seggio nella Convenzione incaricata di scrivere la Costituzione americana.
Ha lasciato numerosi libelli politici, trattati di economia e di fisica e una famosa ma incompleta Autobiografia.