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Sade, Donatien-Alphonse-François de

Sade, Donatien-Alphonse-François de (Parigi 1740 - Charenton-Saint-Maurice 1814), scrittore francese, autore di romanzi, drammi, trattati filosofici, noto soprattutto per le opere erotiche, che rimasero a lungo al bando. Di famiglia aristocratica, intraprese la carriera militare, partecipando alla guerra dei Sette anni. Nel 1772, accusato di reati sessuali e condannato a morte, fuggì in Italia. Tornato a Parigi nel 1777, fu arrestato e rinchiuso nella prigione di Vincennes. Da Vincennes passò nel carcere della Bastiglia per essere poi internato, nel 1789, nel manicomio di Charenton. Durante la reclusione scrisse opere teatrali, romanzi e racconti, tra cui il Dialogo tra un prete e un moribondo, l'incompiuto Le centoventi giornate di Sodoma (1785) e Gli infortuni della virtù (1788), che, rimaneggiato, sarebbe poi stato stampato in due volumi con il titolo Justine ovvero le disavventure della virtù (1791). Rilasciato nel 1790, tentò allora di rientrare in possesso dei propri beni e di far pubblicare le sue opere, sotto lo pseudonimo di Marchese di Sade. Prese parte alla Rivoluzione, ma poi si oppose ai suoi eccessi e fu nuovamente arrestato. Riuscì a pubblicare nel 1795 La filosofia nel boudoir e nel 1797 La nuova Justine. Con la politica di ordine morale inaugurata da Napoleone Bonaparte, ancora una volta passò di prigione in prigione, per tornare infine a Charenton (1803) dove rimase fino alla morte.

Per De Sade gli atti devianti, criminali o sessuali che siano, sono naturali e, per provarlo, nelle sue opere descrisse con dovizia di particolari atti erotici spinti fino all'estremo della crudeltà. Dal suo nome deriva il termine sadismo, usato in psichiatria per designare la forma di perversione in cui il piacere sessuale deriva dall'infliggere dolore.