Bibliografia
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Bibliografia
2. Bibliografie generali

L'origine della bibliografia può essere rintracciata nelle tavolette cuneiformi della biblioteca di Ninive, dove erano registrati i testi fondamentali della cultura accadica, o negli elenchi della biblioteca di Alessandria d'Egitto, di età ellenistica.

Nel corso dei secoli si è spesso tentato di compilare bibliografie che comprendessero una parte quanto più possibile ampia del patrimonio librario universale. Tale era l'intento della Bibliotheca universalis (4 voll., 1545-1549) del naturalista svizzero Konrad von Gesner, dove venivano riportati tutti i testi in ebraico, greco e latino di cui si avesse notizia. Diverso l'intento che tre secoli dopo animava il Manuel du libraire et de l'amateur des livres (3 voll., 1810, ampliati a 9 nell'edizione del 1890), catalogo di libri rari e preziosi del francese Jacques-Charles Brunet.

I cataloghi delle maggiori biblioteche del mondo possono essere considerati essi stessi bibliografie generali: in Italia i cataloghi più importanti sono quelli della Biblioteca nazionale centrale di Firenze e della Biblioteca nazionale centrale di Roma, nei quali sono registrate tutte le opere stampate sul territorio nazionale, acquisite dalle biblioteche nazionali per diritto di stampa.

La British Library di Londra ereditò il General Catalogue of Printed Books del British Museum (divenuto allora il British Library Catalogue) di cui realizza periodici aggiornamenti. Altrettanto avviene per i cataloghi della Bibliothèque nationale di Parigi e della Library of Congress di Washington. A cura della Library of Congress viene inoltre pubblicato il National Union Catalogue, catalogo cumulativo di tutte le maggiori biblioteche degli Stati Uniti, il più completo repertorio bibliografico esistente, che comprende oltre un migliaio di volumi.

Molti di questi repertori sono oggi disponibili su CD-ROM e molti cataloghi di biblioteche sono accessibili attraverso reti telematiche.