Lingue italiche
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Lingue italiche
3. Osco-umbro

Il gruppo osco-umbro comprende invece l'osco, l’umbro, più un insieme di varietà dialettali minori. L’osco è la lingua parlata dai sanniti, popolazione stanziata nel Sannio e nella Campania e in alcune aree della Lucania e del Bruzio, e dai mamertini a Messina. Rimangono circa duecento iscrizioni, le più importanti delle quali sono quelle di Capua e di Pompei. L'umbro, abbastanza simile all'osco, era parlato nella regione umbra tra il Tevere e la Nera ed è ben documentato grazie all’importantissima testimonianza delle cosiddette Tavole eugubine, sette tavole in bronzo, incise su entrambe le facce, che recano testi giuridici e religiosi.

Altre lingue minori, talora classificate come dialetti sabellici, parlate presso tribù stanziate tra l’Umbria e il Sannio, sono il peligno, il marrucino, il marsico e il sabino, tutte complessivamente simili all’osco. Più vicina all’umbro era invece un’altra varietà dialettale, il volsco, diffuso presso l’omonimo popolo che abitava la regione del Lazio meridionale tra Formia e Velletri: proprio a Velletri è stata ritrovata un’importante iscrizione volsca, la Tabula Veliterna.