| Trascendenza e immanenza | Articolo | ||||
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| 3. | Immanenza |
In origine, nella filosofia scolastica, la parola 'immanente' indicava ogni tipo di azione che rimane nel soggetto stesso che la compie, in opposizione alle azioni che trapassano nella materia esterna (designate anche come 'azioni transitive'). Ad esempio, scaldare e tagliare sono azioni transitive, mentre intendere, sentire e volere sono azioni del primo tipo. Nell'età moderna, Baruch Spinoza parla di Dio come 'causa immanente' e non 'transitiva' di tutte le cose, poiché Dio contiene in sé il mondo e pertanto egli agisce sulle cose senza uscire fuori di sé.
Immanuel Kant, nella sua Critica della ragion pura, chiama immanenti quei principi (come ad esempio le categorie) la cui applicazione si mantiene nell'ambito dell'esperienza e il cui uso è pertanto 'immanente', cioè non aspira a sorpassare i limiti dell'esperienza. Dopo Kant, la parola immanente non si oppone più a 'transitivo', ma a 'trascendente'.
| 1. | Monismo e panteismo |
Si parla di 'immanentismo gnoseologico' a proposito di ogni filosofia (sia precedente a Kant sia posteriore), la quale risolva l'oggetto del conoscere nell'esperienza o nel pensiero e nella coscienza del soggetto: ne sono esempi le diverse forme di idealismo, come quello di George Berkeley o quello di Johann Fichte.
In un senso più lato, si parla di immanentismo (o anche di immanentismo metafisico) a proposito di tutte quelle filosofie, proprie del pensiero moderno, che assumono una concezione unitaria e non dualistica del reale e per le quali il principio (Dio, l'Assoluto) si attua nel mondo. Immanentismo diventa allora sinonimo di monismo, naturalismo, panteismo. La filosofia di Spinoza, in cui Dio e mondo sono portati a coincidenza, è divenuta il modello di un pensiero immanentistico e panteistico, specularmente opposto a qualsiasi concezione teologica o filosofica di carattere dualistico che intenda Dio come un'entità trascendente, cioè esistente in maniera separata dalle cose.
Una forma di immanentismo è anche l'idealismo di Hegel, per il quale l'Assoluto (lo Spirito, la Ragione) non è contrapposto ai fenomeni, ma è immanente (cioè interno) a essi. In un'accezione più generica, sono dette immanentistiche tutte quelle correnti del pensiero contemporaneo, quali lo storicismo, il positivismo, il neoidealismo, che si configurano, a diverso livello, come negazione della trascendenza e ripongono nell'esperienza (storica, naturale) dell'uomo l'oggetto d'indagine della filosofia.