| Trova nell'articolo | Larva | Articolo |
| 1. | Introduzione |
Larva Nome comune delle forme giovanili di tutti gli animali caratterizzati da uno sviluppo indiretto, vale a dire che presentano una forma giovanile diversa da quella adulta, e che si trasformano dall’una all’altra attraverso un processo di metamorfosi. Nella maggior parte degli invertebrati, lo sviluppo passa per uno o più stadi larvali; nei vertebrati, i casi in cui le forme giovanili sono diverse da quelle adulte sono più rari, ma non mancano: basti pensare agli anfibi, alcuni dei quali nascono sotto forma di girini, acquatici, per poi trasformarsi in rane o rospi, quasi completamente adattati all’ambiente terrestre.
| 2. | Differenze tra larve e adulti |
La larva può differire dall’individuo adulto per caratteristiche fisiche, habitat e nicchia ecologica occupata. Spesso l’aspetto della larva di una specie animale ricorda quello degli antenati da cui il gruppo si è evoluto: ne è un esempio lo stadio larvale vermiforme degli insetti, come il bruco dei lepidotteri, che ricorda il corpo segmentato degli anellidi, da cui gli insetti e tutti gli artropodi si sono evoluti.
| 1. | Differenze morfologiche |
Dal punto di vista morfologico, le differenze possono essere più o meno marcate; ad esempio, in alcuni insetti, detti eterometaboli o a metamorfosi incompleta, sono minime, e consistono semplicemente nelle dimensioni più contenute della forma giovanile rispetto a quella adulta e nell’assenza delle ali, che vengono acquisite nel corso dello sviluppo. In altri insetti, detti olometaboli o a metamorfosi completa, i primi stadi larvali sono profondamente diversi dall’individuo adulto: presentano spesso un aspetto vermiforme, sono privi di arti e di ali e dotati di un apparato boccale differente. Negli echinodermi, cambia addirittura l’impostazione della struttura corporea: mentre lo stadio adulto è caratterizzato da una tipica simmetria raggiata, e più specificamente da una simmetria pentaraggiata, le larve (bipinnarie) presentano una simmetria bilaterale.
| 2. | Differenze di habitat |
Dal punto di vista ecologico, è frequente il caso in cui la nicchia della larva è completamente diversa da quella occupata dall’individuo adulto: ad esempio, nei già citati anfibi anuri, il girino è un organismo acquatico, che si nutre di alimenti vegetali e respira l’ossigeno disciolto nell’acqua attraverso le branchie; l’adulto, al contrario, è un organismo terrestre, che si ciba di piccoli insetti e respira l’ossigeno atmosferico attraverso i polmoni e la cute. Alcuni gruppi animali, inoltre, tipicamente parassiti allo stadio adulto, a quello larvale possono condurre vita libera; ad esempio, alcuni vermi piatti della classe dei trematodi attraversano numerosi stadi larvali, alcuni dei quali sono acquatici e liberamente natanti, come il primo, rappresentato dalla larva chiamata miracidium.
| 3. | Funzioni |
In generale le funzioni svolte dalla larva sono essenzialmente quella trofica (alimentare) e di diffusione della specie. Quest’ultima risulta particolarmente importante nei gruppi animali che nella forma adulta sono sessili (fissi al substrato o sedentari). Larve di questo tipo, comuni nelle spugne, in alcuni molluschi e in molti rotiferi, contribuiscono a diffondere la specie, aumentando l’ampiezza della sua distribuzione.
| 4. | Principali tipi di larve |
Nel panorama degli animali pluricellulari, le forme larvali più semplici si trovano nel phylum dei poriferi (spugne): si tratta delle parenchimule, glomeruli di cellule indifferenziate, rivestite di uno strato di cellule esterne munite di flagello, ossia di una struttura mobile filiforme deputata alla locomozione. Nei celenterati, la forma larvale tipica è la planula, una masserella di cellule di forma appiattita munita di ciglia, che in alcune specie è internamente cava. Nel complesso ciclo vitale dei vermi piatti parassiti, le forme larvali sono numerose e diverse; nei trematodi, ad esempio, possono essere addirittura cinque (miracidio, sporocisti, redia, cercaria e metacercaria).
Comune a diversi gruppi animali protostomi, tra cui gli anellidi, i briozoi, i molluschi, gli artropodi, i tardigradi e i sipunculoidei, è la larva trocofora, dotata di una struttura piriforme e di cingoli di ciglia che ne permettono il movimento. Questa forma larvale si presenta nella sua forma più tipica negli anellidi; in altri gruppi lo sviluppo embrionale conduce a forme più complesse che si evolvono da una trocofora. Tra gli stadi giovanili degli artropodi, alcuni dei più rappresentativi sono i tre stadi successivi Nauplius, Zoea e Mysis di alcuni crostacei. Negli insetti esistono diversi stadi larvali, a seconda del tipo di metamorfosi compiuta: negli insetti a metamorfosi completa, il primo stadio larvale si chiama propriamente larva, seguito dalla pupa e dall’immagine o insetto adulto; nelle specie a metamorfosi incompleta, dall’uovo fuoriesce una neanide che, attraverso mute successive, si trasforma in ninfa e quindi in insetto adulto.
Nei deuterostomi compare una larva che prende il nome di dipleurula, di forma allungata e a simmetria bilaterale; è dotata di celoma, ovvero di una cavità del corpo delimitata da membrane, ripartito in tre paia di sacche. La dipleurula si trova tipicamente negli echinodermi, negli pterobranchi e negli enteropneusti, con forme che possono presentare variazioni rispetto al modello generale: ad esempio, negli enteropneusti si osserva una larva detta tornaria. Nei tunicati, la larva dell’ascidia, liberamente natante, presenta paradossalmente un’organizzazione corporea più evoluta di quella dell’individuo adulto, che è un semplice individuo sacciforme, che vive sui fondali, fissato a un substrato. Tra i vertebrati, i rari casi di stadi giovanili diversi dagli individui adulti si trovano tra i pesci (avannotti) e gli anfibi.