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| 4. | Il colore degli oggetti |
Molti dei colori percepiti nell'esperienza quotidiana sono determinati da radiazioni che contengono varie lunghezze d'onda, risultanti dal parziale assorbimento della luce bianca. Ad esempio i pigmenti, che conferiscono il colore a molti oggetti, assorbono alcune delle lunghezze d'onda della luce bianca e ne riflettono o trasmettono altre, alle quali appunto si deve la sensazione cromatica legata all'oggetto.
I colori che assorbono la luce composta da colori additivi primari si dicono colori 'sottrattivi primari'. Sono il magenta che assorbe il verde; il giallo che assorbe il blu e il ciano o blu-verde che assorbe il rosso. Così, un fascio di luce verde che colpisce una superficie rossa viene assorbito quasi completamente e l'occhio vede una superficie nera. I colori sottrattivi primari, che sono anche detti pigmenti fondamentali, possono essere mescolati in diverse proporzioni per ottenere quasi ogni tono di colore. Se vengono mescolati tutti insieme in proporzioni pressoché uguali, essi producono un colore molto scuro, ma non perfettamente nero. I colori sottrattivi primari sono usati nella fotografia a colori, per realizzare le diapositive e le pellicole per stampe a colori. Inchiostri magenta, giallo e ciano si usano per le immagini stampate a colori; l'inchiostro nero è invece utilizzato spesso per rinforzare il quasi-nero prodotto dalla miscela dei tre colori primari.
| 1. | Il meccanismo che determina il colore |
Il meccanismo che determina la formazione dei colori per assorbimento della luce da parte delle diverse sostanze non è ancora del tutto chiaro; apparentemente dipende dalla struttura molecolare delle sostanze. Nel caso di composti organici, solo quelli in cui gli atomi di carbonio presentano legami non saturi (ovvero nei quali alcuni elettroni sono liberi di vibrare, e dunque di intercettare particolari lunghezze d'onda della luce) sono colorati, e il loro colore può essere modificato per mezzo di reazioni chimiche (vedi Chimica organica). I composti inorganici sono invece generalmente incolori in soluzione o allo stato liquido, a eccezione di quelli contenenti gli elementi di transizione.
Si può avere colorazione anche per cause diverse dall'assorbimento della luce. I colori della madreperla o delle bolle di sapone, ad esempio, sono dovuti al fenomeno dell'interferenza. Alcuni cristalli mostrano una colorazione diversa quando varia l'angolo di incidenza del fascio di luce sulla loro superficie (il fenomeno è detto pleocroismo). Diverse sostanze inoltre mostrano una colorazione diversa a seconda che la luce sia trasmessa o riflessa; così una sottilissima lamina d'oro, gialla nella luce riflessa, appare verde alla luce trasmessa. Il 'fuoco' di certe gemme, in modo particolare del diamante, è dovuto alla dispersione della luce bianca nelle sue componenti spettrali, esattamente come si verifica nel prisma. Alcune sostanze, se illuminate con una luce monocromatica, assorbono il colore a essa associato ed emettono una radiazione diversa, sempre di lunghezza d'onda maggiore; questo fenomeno è detto fluorescenza, oppure, nel caso particolare in cui l'emissione sia ritardata, fosforescenza. Il blu del cielo è dovuto alla diffusione, da parte delle molecole dei gas atmosferici, delle componenti blu a corta lunghezza d'onda della luce bianca proveniente dal Sole. Un'analoga diffusione si nota nella sala buia di un cinema: visto di lato, il fascio di luce del proiettore appare blu a causa della polvere e delle particelle di fumo sospese nell'aria che diffondono i raggi luminosi.