| Movimento per il suffragio femminile | Articolo | ||||
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| 2. | La lotta per il voto negli Stati Uniti |
Il movimento per il suffragio femminile ebbe origine negli Stati Uniti dove, anche prima della Guerra d’indipendenza, le donne avevano preso parte alla vita politica più attivamente che in Europa. Già il Congresso continentale discusse ampiamente la questione del voto alle donne, rinviando però la decisione ai singoli stati, in sede di formulazione delle rispettive leggi elettorali.
Durante la prima metà del XIX secolo, il movimento, guidato da Lucretia Coffin Mott e da Elizabeth Cady Stanton, si sviluppò, nonostante incomprensioni e pregiudizi antifemministi, all’interno di quello abolizionista; vi furono sostenitori maschili di tali iniziative, come Wendell Phillips e il filosofo e poeta Ralph Waldo Emerson, ma fu Elizabeth Stanton la prima a rivendicare il suffragio universale esteso alle donne nella Convenzione di Seneca Falls nel 1848.
Le incomprensioni tra suffragiste e movimento abolizionista culminarono nello scontro sul 15° emendamento alla costituzione proposto dagli abolizionisti nel 1868, nel quale si chiedeva di estendere le garanzie costituzionali a tutti gli americani senza distinzioni di razza, fede religiosa o colore della pelle, ma non si menzionava il diritto di voto alle donne; gli abolizionisti temevano infatti che le richieste delle donne avrebbero messo a rischio l’approvazione dell’emendamento.
Per la Stanton e per Susan Anthony, altra protagonista del femminismo americano, ogni dilazione era tuttavia inaccettabile e nel 1869 costituirono la National Woman Suffrage Association (NWSA, Associazione nazionale femminile per il suffragio); l’associazione, aperta alle sole donne, aveva l’obiettivo di ottenere una legge federale sul voto alle donne.
Un altro gruppo, guidato da Lucy Stone e da Henry Ward Beecher, fondò la American Woman Suffrage Association (AWSA, Associazione americana femminile per il suffragio) e appoggiò l’emendamento. Nello stesso anno il Wyoming concesse il voto alle donne.
Nel 1890 i due movimenti suffragisti si fusero nella National American Woman Suffrage Association (NAWSA), alla quale aderì, tra gli altri, la scrittrice Harriet Beecher Stowe. Numerosi stati concessero allora il suffragio alle donne, in gran parte per effetto dell’azione del movimento. Nel 1919 il Congresso approvò il 19° emendamento, che vietava all’Unione, come ai singoli stati, di negare o limitare il diritto di voto ai cittadini degli Stati Uniti in base al sesso.