Movimento per il suffragio femminile
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Movimento per il suffragio femminile
3. Le “suffragette” in Gran Bretagna

La prima figura di rilievo del femminismo britannico fu Mary Wollstonecraft, autrice di A Vindication of the Rights of Woman (1792, Una rivendicazione dei diritti della donna), uno dei più importanti documenti femministi apparsi prima del XIX secolo. Tra il 1830 e il 1850 circa il movimento delle suffragette guadagnò l’appoggio dei cartisti che si battevano per un ampio programma di riforme. Negli anni seguenti il tema fu sostenuto da politici liberali tra cui il filosofo John Stuart Mill, John Bright e Richard Cobden. Mill, in particolare, contribuì a fondare la prima associazione inglese per il suffragio femminile. Il movimento ebbe tuttavia tenaci avversari come i primi ministri William Gladstone e Benjamin Disraeli e la stessa regina Vittoria.

Il suffragismo riprese vigore nel 1897 con la fusione di diversi gruppi femministi nella National Union of Woman Suffrage Society. Nel 1903, una frazione più radicale, guidata da Emmeline Pankhurst e da sua figlia Christabel, formò la Women’s Social and Political Union (Unione sociale e politica delle donne), che adottò più decise forme di protesta e di lotta che spesso sfociarono in violenti disordini.

Durante la prima guerra mondiale, il contributo delle suffragette allo sforzo bellico determinò un orientamento favorevole nell’opinione pubblica e, dal 1918 al 1928, le donne ottennero un graduale riconoscimento dei diritti politici, fino alla completa parità.