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Niger
1. Introduzione

Niger (nome ufficiale République du Niger, Repubblica del Niger), stato dell’Africa occidentale; privo di accesso al mare, è delimitato a nord dall’Algeria e dalla Libia, a est dal Ciad, a sud dalla Nigeria e dal Benin, a ovest dal Burkina e dal Mali. Il paese ha una superficie complessiva di 1.267.000 km²; la capitale è Niamey.

2. Territorio

Il territorio del Niger può essere suddiviso in tre regioni fisiche. La prima, che occupa oltre la metà della superficie complessiva del paese, è situata a nord, nel deserto del Sahara, e comprende il massiccio dell’Aïr (o Azbine), dove si trovano le cime più elevate del paese (monti Bagzane, 2.022 m); l’altopiano del Djado, collegamento tra i massicci dell’Hoggar (in Algeria) e del Tibesti (in Ciad); e vaste distese di dune sabbiose (i cosiddetti erg, tra cui quello del Ténéré). La zona centrale è rappresentata dal Sahel, che presenta scarsa vegetazione e suoli molto poveri. Il sud, infine, pianeggiante e fertile, è attraversato dal fiume Niger, unico corso d’acqua permanente del paese. La parte sudorientale dello stato si affaccia su uno dei più vasti laghi del continente, il lago Ciad.

1. Clima e vegetazione

Il clima del Niger è caldo e, perlopiù, secco. Le precipitazioni, trascurabili nelle regioni settentrionali, raggiungono gli 800 mm annui al sud, dove si concentrano tra giugno e ottobre. La temperatura media annuale di Niamey è di circa 29 °C. La zona settentrionale del paese ha scarsissima vegetazione; procedendo verso sud si incontra la savana, mentre nei bassopiani cresce una grande varietà di alberi, come baobab, tamarindi e mogani. La fauna selvatica comprende il bufalo, l’antilope, la giraffa e, in numero ormai esiguo, il leone.

2. Problemi e tutela dell’ambiente

Un eccesso di pascoli, l’erosione del suolo, la deforestazione e la desertificazione minacciano l’equilibrio ambientale del Niger. Il bracconaggio rappresenta la causa primaria della decimazione di alcune specie di animali allo stato selvatico che trovano il loro habitat naturale nelle riserve del paese. Il Niger ha due dei più grandi parchi dell’Africa occidentale, la Riserva naturale Aïr-Ténéré (World Heritage Site dal 1991) e il Parco nazionale W du Niger (World Heritage Site dal 1996). Il governo del paese ha ratificato le più importanti convenzioni internazionali sull’ambiente in materia di biodiversità, desertificazione, specie in via d’estinzione, abolizione dei test nucleari, protezione dell’ozonosfera e salvaguardia delle zone umide.

3. Popolazione

Il Niger ha una popolazione di 13.272.679 abitanti (2008), con una densità media di 11 unità per km²; il 90% della popolazione è stanziato nella fascia meridionale e lungo la valle del Niger e del tutto prevalente è l’insediamento rurale (77%, 2005). Si distinguono numerosi gruppi etnici, tra cui gli hausa (54%) che, insediati nel sud, vivono di agricoltura; i djerma (21%), stanziati nell’area della capitale; i fulani (o fulbe, 10%) e i tuareg (9%), nomadi o seminomadi che vivono di pastorizia. La speranza di vita, di 44,3 anni (2008), è una delle più basse del mondo.

1. Lingua e religione

La lingua ufficiale è il francese, ma per i traffici locali viene usato l’hausa, compreso dall’85% degli abitanti. Vengono inoltre parlati il djerma, il tamachek (l’idioma tuareg) e il poular (proprio dei fulbe). Circa l’80% della popolazione è musulmana sunnita, una minoranza professa religioni animiste tradizionali.

2. Istruzione

L’istruzione è gratuita e obbligatoria dai 7 ai 15 anni. Tuttavia, data la mancanza di insegnanti e la dispersione della popolazione, solo il 40% dei bambini in età scolare riceve un’educazione; il tasso di alfabetizzazione della popolazione adulta resta molto basso: il 18,7% (2005). Unico ateneo del paese è l’Università di Niamey. In ciascuna circoscrizione del paese è presente una biblioteca statale, affiancata spesso da biblioteche private.

3. Città principali

Il paese è diviso in otto dipartimenti, a loro volta suddivisi in distretti. Niamey è la capitale e il principale porto fluviale; altri centri urbani di rilievo sono Zinder, Maradi, Tahoua e Agadès.

4. Economia

In Niger il prodotto interno lordo è pari a 3.663 milioni di dollari USA (2006), quello pro capite è di 266,70 dollari USA. La maggioranza della popolazione pratica un’agricoltura e una pastorizia di sussistenza e, nonostante la diffusa aridità dei suoli, il settore agricolo – ripresosi dagli effetti delle disastrose siccità degli anni Settanta e Ottanta – concorre per il 39,9% (2003) alla composizione del PIL. Molto importante è l’allevamento, soprattutto caprino e ovino, ma anche di bovini, asini e dromedari. La maggiore coltura da esportazione è l’arachide, mentre quelle per il consumo interno, più rilevanti, comprendono miglio, sorgo, manioca, fagioli e riso. Qualche importanza riveste anche la pesca, condotta sulle rive del lago Ciad e del fiume Niger, e destinata al consumo locale.

Il paese possiede un discreto potenziale di risorse minerarie, perlopiù ancora da sfruttare. Esse poggiano soprattutto sui vasti giacimenti di uranio nei pressi di Arlit e Akouta (che viene in gran parte esportato e che forniva, fino agli anni Ottanta, la maggior parte degli introiti provenienti dall’estero); di fosfati, estratti nella valle del Niger; di sale, estratto nelle regioni centro-occidentali; di carbone e di stagno. Di una certa rilevanza sono i giacimenti di minerale di ferro e rame.

Le industrie manifatturiere, prevalentemente di piccole dimensioni, sono incentrate soprattutto sulla lavorazione di prodotti alimentari e sul settore edilizio; l’industria produce il 16,8% (2003) del PIL, e occupa il 48% della popolazione attiva. L’energia elettrica del paese è interamente prodotta in impianti alimentati a combustibile.

Nel 2003 il valore totale delle esportazioni fu di 209 milioni di $ USA, a fronte di importazioni per 558 milioni di $ USA. Oltre la metà dei prodotti esportati varcava, alla metà degli anni Novanta, il confine francese; tra gli altri partner commerciali si annoverano Nigeria, Giappone, Stati Uniti e Costa d’Avorio. Il Niger appartiene alla Zona del franco e l’unità monetaria è il franco CFA, emesso dalla banca centrale degli stati membri della CFA (Comunità finanziaria africana), con sede a Dakar (Senegal).

La rete stradale del paese ha un’estensione di 14.565 km, l’25% (2004) dei quali è asfaltato. Niamey, Zinder e Maradi sono sedi di aeroporti internazionali, mentre numerosi piccoli scali aerei sono distribuiti un po’ ovunque. Qualche importanza ha la navigazione stagionale sul fiume Niger (tra marzo e settembre).

5. Ordinamento dello stato

Già colonia francese, indipendente dal 1960, il Niger è afflitto da una profonda instabilità. Sottoposto a un regime militare nel 1974, il paese ha adottato una nuova Costituzione nel 1989, avviandosi verso il multipartitismo. Il processo è stato tuttavia interrotto da un nuovo colpo di stato attuato agli inizi del 1996 dal capo di stato maggiore dell’esercito Ibrahim Baré Mainassara, rovesciato a sua volta e ucciso nel 1999, anno in cui si sono svolte nuove elezioni.

Secondo la Costituzione del 1999, il presidente, eletto a suffragio universale con un mandato di cinque anni, è capo dello stato e del governo. Il potere legislativo è affidato a un’Assemblea Nazionale monocamerale di 113 membri, eletti a suffragio universale ogni cinque anni.

Il sistema giudiziario si basa sul diritto francese e su leggi consuetudinarie e comprende diverse corti tra cui una Corte d’appello e un’Alta Corte di giustizia. È in vigore la pena di morte, ma dalla metà degli anni Settanta non vengono eseguite sentenze capitali.

6. Storia

Durante il Medioevo la regione del Niger, grande centro per il commercio del sale, si trovava su un’importante rotta carovaniera che dall’Africa settentrionale giungeva sino alla fascia saheliana; fu proprio tramite questa via che penetrarono i primi missionari musulmani. La regione fu per lungo tempo frammentata tra vari domini: gli hausa dominarono le regioni meridionali dal X secolo all’inizio del XIX, quando furono soppiantati dai fulani; l’impero songhai (da cui discendono i djerma) resse per un millennio la parte occidentale del paese; il regno del Kanem-Bornu esercitò il proprio influsso a oriente a partire dal IX secolo; nell’XI secolo i tuareg popolarono il massiccio dell’Aïr, dove stabilirono il sultanato di Agadèz.

1. Dalla colonizzazione all’indipendenza

I primi europei a esplorare l’area furono lo scozzese Mungo Park verso la fine del XVIII secolo, e i tedeschi Heinrich Barth e Eduard Vogel alla metà del XIX secolo. I francesi si stanziarono nella regione intorno al 1890. Dopo gli accordi di spartizione tra Francia e Gran Bretagna, i territori assegnati alla prima furono chiamati Territoire militaire du Niger; nel 1922 il Niger divenne colonia autonoma, quindi, nel 1946, territorio d’oltremare.

Proclamato repubblica autonoma nell’ambito della Comunità francese nel 1958, il Niger acquisì la completa indipendenza il 3 agosto del 1960. Primo presidente fu Hamani Diori (leader del Partito progressista del Niger), eletto nel 1960 e riconfermato nel 1965 e nel 1970. Durante la sua presidenza il paese mantenne stretti legami con la Francia e Diori represse il movimento nazionalista che chiedeva una maggiore autonomia dagli ex colonizzatori.

2. Il regime militare

Il 15 aprile 1974, accusato di corruzione e di cattiva gestione delle risorse durante la disastrosa siccità che colpì il Sahel, Diori fu rovesciato da un colpo di stato militare guidato dal colonnello Seyni Kountché; questi sciolse l’Assemblea nazionale, sospese la Costituzione e istituì un Consiglio militare supremo, che divenne il principale organo governativo.

Il nuovo regime riconfermò i legami con la Francia. Durante il decennio successivo, la rapida caduta dei prezzi dell’uranio e la siccità provocarono un’ulteriore crisi economica. Nel 1987, alla morte di Kountché, la carica di presidente della Repubblica fu assunta dal colonnello Ali Seibou. Questi, rieletto nel 1989, fece approvare tramite referendum una nuova Costituzione, che confermò il regime monopartitico ripristinando nominalmente il governo civile. In seguito a un’ondata di scioperi, nel 1990 Seibou legalizzò i partiti politici. Nello stesso anno scoppiò nel nord del paese la rivolta dei tuareg.

3. Un incerto processo di democratizzazione

Nel luglio del 1991 una conferenza costituzionale istituì un governo di transizione e nel 1992 venne approvata una nuova Costituzione e introdotto un regime multipartitico. Nel 1993 Mahamane Ousmane venne eletto alla presidenza del paese. Nel 1995, le trattative tra il governo e le milizie tuareg ribelli condussero alla firma di un cessate il fuoco.

Nel 1996 Mahamane Ousmane venne rovesciato con un colpo di stato dal capo di stato maggiore dell’esercito Ibrahim Baré Mainassara. Nello stesso anno, in un clima di violenza e di intimidazione (quattro candidati alle presidenziali furono posti agli arresti domiciliari), si tennero delle elezioni che assegnarono la vittoria a Mainassara.

Nel 1998 il conflitto politico sembrò comporsi, dopo che le opposizioni accettarono di partecipare a una commissione governativa preposta al controllo delle elezioni. Nel contempo, il governo firmò un accordo di pace con i tuareg e, grazie agli aiuti internazionali, migliorarono le condizioni economiche del paese.

Nella primavera del 1999 la situazione precipitò nuovamente. In aprile Mainassara fu rovesciato con un colpo di stato e ucciso, mentre il potere venne assunto da un Consiglio di riconciliazione nazionale. Dopo l’approvazione di una nuova Costituzione e la concessione dell’amnistia per gli autori del colpo di stato, tra ottobre e novembre si svolsero le elezioni, che videro la vittoria del candidato dell’ex partito unico, Mamadou Tandja.

Nell’agosto 2002, in un clima di malcontento diffuso in tutto il paese, nella regione di Diffa e di Niamey scoppiò una rivolta tra i militari che reclamavano il pagamento dei salari, prontamente repressa dalle forze governative.

4. Sviluppi recenti

Nella primavera del 2003 il Niger è coinvolto nello scontro diplomatico che precede l’offensiva degli Stati Uniti e della Gran Bretagna contro l’Iraq. Il governo di Niamey è infatti accusato da Washington di aver venduto uranio all’Iraq, ma l’accusa si rivela in seguito infondata. Nel dicembre 2004 Mamadou Tandja è confermato alla presidenza del paese.