| Individualismo | Articolo | ||||
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| 1. | Introduzione |
Individualismo Nella filosofia politica, così come nelle teorie economiche, dottrina secondo cui la società esiste solo nell’interesse dei suoi membri in quanto individui.
Avanzata da pensatori come l’economista Adam Smith e il filosofo John Stuart Mill, la dottrina individualista non coincide necessariamente con l’egoismo, poiché non afferma che l’interesse personale sia la sola motivazione umana razionale. Nella storia del pensiero politico ed economico, l’individualismo ha accettato anche il fine costituito dal bene della società, inteso tuttavia come risultante dalla somma del benessere dei singoli individui, ovvero nel senso del principio (enunciato da Cesare Beccaria e condiviso da Jeremy Bentham e dagli utilitaristi inglesi) che scopo dell’attività umana è “la massima felicità divisa nel maggior numero di persone”.
Caratteristiche di un pensatore individualista sono pertanto la concezione del “maggior numero” come ciò che è costituito da unità indipendenti e l’opposizione a qualsivoglia interferenza da parte dello stato nella felicità o libertà dei singoli. L’individualismo differisce dalle teorie socialiste o collettivistiche sia perché attribuisce grande valore alla libera iniziativa dell’individuo, sia perché subordina le esigenze collettive al benessere individuale e alla tutela dei diritti del singolo.