Trova nell'articolo Maometto II

Per trovare nell'articolo una parola, un nome o un argomento specifici, selezionare nel proprio browser Internet l'opzione per effettuare una ricerca nella pagina. In Internet Explorer questa opzione si trova nel menu Modifica.

Poiché viene effettuata la ricerca di una corrispondenza esatta per la parola o le parole digitate, se non si ottengono risultati soddisfacenti controllare l'ortografia delle parole digitate o individuare una parola chiave relativa all'argomento.

Maometto II

Maometto II (1430-1481), sultano dell’impero ottomano (1444-1446 e 1451-1481), detto il Conquistatore. Figlio di Murad II, pur avendo ricevuto il potere dal padre nel biennio 1444-1446, gli succedette definitivamente solo alla sua morte nel 1451. Appena salito alla guida dell’impero, che ormai si estendeva su gran parte dei Balcani, dell’Asia Minore e dell’Africa settentrionale, Maometto II si diresse alla conquista di Costantinopoli, ancora in mano all’impero bizantino. Nel 1453, dopo solo sette settimane d’assedio, entrò trionfante nella città, facendone la capitale dell’impero ottomano e del mondo islamico. Nello stesso tempo proseguì la politica espansionistica dell’impero, conquistando la Bosnia (1463), la Crimea (1475) e l’Albania (1476-1478), e nel 1479 strinse un accordo con Venezia, che garantiva ai veneziani territori e privilegi commerciali in cambio di un tributo annuo.

Sovrano colto e illuminato, garantì la libertà di culto ai cristiani ortodossi e fece di Costantinopoli, ribattezzata Istanbul, un vivace centro culturale e artistico, ritrovo di intellettuali e artisti, tra i quali anche il celebre pittore veneziano Gentile Bellini. Si adoperò inoltre per una radicale riforma della struttura dell’impero: nel 1478 varò una riforma fondiaria che trasferì al demanio vaste terre private e nello stesso periodo riorganizzò in modo efficiente l’apparato burocratico. Scampato a 14 attentati, morì avvelenato il 3 maggio del 1481.