Telaio
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Telaio
3. Cenni storici

Il telaio a mano si usava in Cina e in Medio Oriente in tempi molto antichi, prima che in Europa. Oggi è largamente diffuso nei paesi in via di sviluppo, mentre nei paesi industrializzati si usa soltanto per la produzione di tessuti pregiati, come quelli per l’arredamento di interni.

Il telaio a mano è costituito da una struttura di legno che sostiene le parti mobili. I fili di ordito sono paralleli al terreno, avvolti su un tamburo posto sulla parte posteriore del telaio, che li tiene in tensione. Ciascun filo passa attraverso un occhiello posto al centro di un filo verticale, detto liccio; gruppi di licci sono collegati a una struttura di legno o di metallo, chiamata arcata, che li alza o li abbassa in un’unica operazione.

Nel telaio a mano l’inserzione della trama è eseguita manualmente, dal tessitore che passa la navetta contenente un rocchetto di filo di trama attraverso il passo dell’ordito. Dopo ciascun passaggio, il filo di trama viene battuto su quello precedente, spostando un pettine dai denti molto stretti, quindi viene modificato il passo dell’ordito, abbassando i licci che erano stati sollevati e sollevando quelli che erano stati abbassati.

Il primo passo verso la meccanizzazione del telaio fu la navetta volante, brevettata nel 1733 dall’inventore britannico John Kay: un meccanismo a leva guidava la navetta lungo un binario, aumentando considerevolmente la velocità di tessitura.