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| 4. | Telai meccanici |
Il primo telaio meccanico fu inventato e brevettato nel 1786 dal britannico Edmund Cartwright; negli anni seguenti fu notevolmente migliorato nei particolari, tanto che all’inizio del XIX secolo era già di uso comune. Pur essendo piuttosto simile al telaio a mano, quello meccanico presenta numerosi vantaggi: ad esempio, è dotato di un meccanismo che blocca il funzionamento nel caso di rottura di un filo e, in genere, di un altro meccanismo che consente il cambio della navetta senza arrestare la tessitura; inoltre i rocchetti esauriti vengono sostituiti automaticamente.
Per tessuti particolarmente complicati sono necessari telai più sofisticati. La differenza è nelle arcate: se due sono sufficienti per i tessuti più semplici, in altri casi è necessario un minimo di cinque arcate. Nei telai a ratiera le arcate sono comandate da un dispositivo che determina quale di esse deve essere sollevata e quale abbassata a ogni passaggio della navetta.
Un ulteriore miglioramento fu costituito dal telaio jacquard, perfezionato dal francese Joseph-Marie Jacquard all’inizio del XIX secolo: in questo telaio scompaiono le arcate dei licci, in quanto ogni filo di trama viene comandato, attraverso una serie di fili metallici, da una traversa posta molto al di sopra al telaio. Il processo di tessitura è controllato da una serie di schede perforate, che corrispondono al modello da riprodurre: la presenza o la mancanza di fori in ciascuna scheda determina il sollevamento o l’abbassamento di ciascun filo di ordito. La tessitura eseguita con le schede jacquard consente la riproduzione di modelli altamente elaborati, grazie anche all’uso di più navette con trame di colori diversi.