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Brucellosi Malattia infettiva, denominata anche febbre maltese o febbre ondulante, causata da varie specie di batteri del genere Brucella e trasmessa all’uomo soprattutto da bovini (Brucella abortus bovis), maiali (Brucella abortus suis) e capre (Brucella melitensis). La malattia fu identificata nel 1887 dal medico e patologo inglese David Bruce. Individui che sono a contatto con questi animali per motivi di lavoro, come addetti a macellerie e alla mungitura, e veterinari, sono particolarmente esposti al contagio.
Negli animali la malattia causa in genere sterilità parziale, diminuzione della produzione di latte e aborto spontaneo. L’uomo viene colpito in seguito a contatto con gli animali infetti, oppure tramite l’assunzione di latte infetto o di prodotti caseari freschi.
Nell’uomo la brucellosi può assumere forma acuta o cronica. La forma acuta, che dura due-tre settimane, è caratterizzata da debolezza, sudorazione, brividi e febbre alta notturna, e spesso causa disturbi a carico del sistema nervoso centrale, dolore delle articolazioni e, nelle donne incinte, aborto spontaneo. La forma cronica si instaura quando la malattia si protrae per un periodo di tempo superiore a un anno; è difficile da diagnosticare, in quanto i sintomi sono molto vari e poco precisi; comuni a quasi tutti i casi sono, tuttavia, febbri ripetute e disturbi del sistema nervoso centrale.
Per la diagnosi è possibile utilizzare un test diagnostico di agglutinazione del sangue, dal quale si evidenzia se il paziente ha sviluppato anticorpi contro i batteri della brucellosi e, quindi, se esso ha contratto la malattia.
La terapia si avvale della somministrazione di antibiotici ad ampio spettro, cioè di antibiotici efficaci contro un’ampia gamma di microrganismi. Risulta comunque molto importante che vi sia un’azione di prevenzione della brucellosi nella popolazione, e a tale scopo è essenziale la pastorizzazione del latte. Il vaccino introdotto negli anni Cinquanta per l’immunizzazione dei vitelli ha ridotto notevolmente l’incidenza della brucellosi bovina; tuttavia, nel caso di animali ammalati, si procede alla loro uccisione.