| Antibiotici | Articolo | ||||
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| 2. | Cenni storici |
Sebbene i meccanismi alla base dell’azione degli antibiotici siano stati compresi solo nel corso del XX secolo, molti composti a effetto antibiotico, presenti in varie forme in natura, venivano usati fin dall’antichità per combattere le infezioni. Ad esempio, per secoli in medicina sono stati usati estratti grezzi delle piante con effetti antibiotici; anche muffe derivate da particolari formaggi furono in passato utilizzate per il trattamento di infezioni cutanee localizzate.
La prima osservazione di quello che in termini moderni sarebbe stato chiamato un effetto antibiotico venne compiuta nel XIX secolo dal chimico francese Louis Pasteur, il quale scoprì che certi batteri saprofiti possono uccidere gli agenti patogeni responsabili dell’antrace. Intorno al 1900 il batteriologo tedesco Rudolf von Emmerich isolò una sostanza, la piocianasi, in grado di uccidere in provetta i batteri del colera e della difterite.
All’inizio del XX secolo il medico e chimico tedesco Paul Ehrlich iniziò a sperimentare la possibilità di sintetizzare composti organici in grado di attaccare selettivamente l’organismo infettivo, senza contemporaneamente danneggiare l’ospite. I suoi esperimenti lo condussero allo sviluppo, nel 1909, del salvarsan, un composto di sintesi, contenente arsenico, che manifestava un’azione selettiva nei confronti della spirocheta Treponema pallidum, agente responsabile della sifilide. Il salvarsan è rimasto l’unico mezzo terapeutico efficace nei confronti della sifilide fino allo sviluppo della penicillina, avvenuto negli anni Quaranta. Negli anni Venti il batteriologo inglese Alexander Fleming individuò in molte secrezioni corporee, come le lacrime e il sudore, una sostanza, il lisozima, dotata di attività antimicrobica.
| 1. | Una tappa fondamentale: la scoperta della penicillina |
La penicillina è un derivato della muffa Penicillium notatum. Essa venne scoperta casualmente da Alexander Fleming nel 1928; il batteriologo ne dimostrò poi l’efficacia in colture di laboratorio contro molti batteri patogeni, come quelli che causano la gonorrea e alcune forme di meningite e di setticemia, segnando l’inizio dello sviluppo dei composti antibatterici prodotti dagli organismi viventi. La penicillina venne usata per la prima volta sugli esseri umani nel 1940 dal patologo britannico Howard Walter Florey e il biochimico russo Ernest Boris Chain.
Da quando, negli anni Cinquanta, gli antibiotici sono diventati di uso comune, hanno determinato la diminuzione del tasso di mortalità di patologie un tempo a esito letale, quale la tubercolosi, la polmonite e la setticemia. Anche le procedure chirurgiche sono state migliorate enormemente dall’introduzione degli antibiotici, che consentono di eseguire interventi lunghi e complessi senza correre rischi troppo elevati di infezione.